Guy de Maupassant – Pierre e Jean

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Pierre e Jean sono fratelli, ma non potrebbero essere più diversi: Pierre scuro e corrucciato, Jean biondo e dolce. Un giorno, quest’ultimo scopre di essere l’unico erede di un vecchio amico di famiglia, e la cosa insospettisce Pierre, che scopre così che Jean è soltanto il suo fratellastro. Pierre inizia a rimuginare sulla faccenda e cade preda di una gelosia, facilmente mutata in un’autentica follia, che lo porterà ad abbandonare anche la famiglia.

Un dramma familiare, neanche troppo originale, offre all’autore lo spunto per scavare nelle profondità dell’animo umano, in quei sentimenti irrazionali tra cui si annida la follia, tema che gli fu sempre caro: attraverso le pagine di questo studio psicologico (questo sì originale), impariamo a conoscere l’animo tormentato e sensibile del protagonista, analizzato con lucidità e freddezza secondo i dettami della narrativa naturalista, osservando il modo in cui distrugge la famiglia cui è tanto attaccato.

Come tutti i classici, Pierre e Jean parla a lettori di generazioni ed epoche diverse, raccontando non solo i processi psicologici della mente del protagonista, ma anche i delicati e tortuosi percorsi dell’affetto, attraverso i quali si costruisce l’idea di famiglia che ancora oggi viene messa in discussione, nella sua istituzionalità, anche da tanta narrativa contemporanea.
Per chi cerchi un classico da recuperare e sia alla ricerca di insospettabili collegamenti.

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Valentina Leoni è musicista e storica dell'arte, ha scritto e scrive recensioni e articoli riguardanti libri e fumetti per diversi siti. Attenta conoscitrice della cultura giapponese, ha fatto parte del comitato scientifico della mostra Dai Samurai a Mazinga Z (Casa dei Carraresi, Treviso ottobre 2014) ed è da anni collaboratrice di Radio Animati per la quale ha curato di recente la trasmissione Yatta: Luoghi Non Comuni sull'Animazione Giapponese.

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