George Eliot – Felix Holt

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Il fascino di Eliot

Felix Holt (1866) è un romanzo sociale scritto da George Eliot. In una piccola città inglese Harold Transome, all’epoca del primo Reform Act (1832), contesta un’elezione per preservare la sua politica che prevede uno stile di vita ristagnante. Felix Holt, un sincero ma supponente radicale, si oppone al suo opportunismo [ndr].

Avevo gioito senza riserve con Felix Holt l’illusione della cui lettura, steso sul mio allora troppo spesso inevitabile letto a Swampscott, durante un paio di giorni torridi dell’estate del 1866, mi si rinnova, seguita da quella dal piacere di tornare a sedermi, senza grande agio, a comporre con tempestività una recensione del bel testo, il cui luogo di apparizione non posso nominare senza vergogna per il fatto generale di come stavo in quel momento: mi ero sentito sinceramente sopraffatto da un tale rigoglio di ricchezza di stile, così spontaneo. Piuttosto indimenticabili restano per la maestria e la sincerità con cui lo stile risuonava nel bellissimo prologo, e le descrizioni del passato, cento segni esteriori e visibili dell’Inghilterra dell’autore ‒ giovane, rurale e profonda ‒, creati per intrattenerci attraverso la loro armonia. Il libro non è stato, se ben ricordo, salutato del tutto positivamente, ma sono rimasto fedele al fascino che avevo subito, con gratitudine, ed ero stato ben consapevole di averne assolutamente bisogno per lavorare.

Traduzione di Silvia Accorrà