Francesca Paiocchi – Avventure e pasticci di un piccolo giardiniere

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Il libro è adatto ai bambini dai 3 agli 8 anni. Storia scritta in modo semplice con illustrazioni delicate e attraenti e informazioni che possono avvicinare i bambini all’attività di giardinaggio.

La lettura di questo racconto rende i bambini consapevoli dell’avvicendarsi delle stagioni e dello stretto legame che esiste tra il mondo vegetale e il trascorrere del tempo. Li aiuta a comprendere che il trascorrere del tempo e la capacità di attesa sono elementi indispensabili in alcune situazioni e che bisogna rispettare i tempi di ciascuno per raggiungere gli obiettivi che ci si pone. Avvicina anche i bambini alla frustrazione dei loro desideri, facendo loro comprendere che sbagliando si impara e che con la tenacia e l’attesa si arriva al successo. Può essere utilizzato anche da insegnanti e genitori che vogliono avvicinare i loro bambini e alunni ad attività scientifiche legate al mondo vegetale e che permettano ai piccoli di verificare i cambiamenti che il tempo provoca nel mondo vegetale.

Il protagonista è un bimbo, piccolo giardiniere, che al momento di salutare le sue piante per l’arrivo dell’inverno riceve un regalo inaspettato che cambierà tutti i suoi piani. Aiutato dal cane Baobab, che lo accompagna, cercherà di far nascere nuove piantine durante l’inverno e si troverà ad affrontare i problemi legati alla crescita e alla cura della semina. Sbagliando imparerà e capirà, alla fine, il segreto del successo.

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Loredana Prevot
Una vita dedicata ai bambini, alla sperimentazione, alla ricerca e innovazione: insegnante di scuola primaria e psicomotricista, ha iniziato la sua carriera presso la scuola speciale Tarra di Milano, dove ha seguito bambini ipoacusici e autistici. Nella stessa scuola è iniziata negli anni Settanta la sperimentazione di "classi di integrazione" tra bambini udenti e ipoacusici. Da questo progetto sono nate le prime esperienze di integrazione sul territorio con le insegnanti di scuola speciale, che andavano presso le scuole in cui il bambino non udente veniva inserito per "sostenere" le insegnanti che accoglievano il bambino. Negli anni Ottanta ha partecipato alla sperimentazione del tempo pieno a Milano, con esperienze di didattica attiva, laboratori di cucina, cucito, fotografia, legatoria, televisione a circuito chiuso in cui, a turno, i bambini udenti di Quinta preparavano ogni giorno, dopo aver letto il quotidiano, il telegiornale per i bambini non udenti; orto a scuola, classi aperte per livelli di competenze e psicomotricità per tutte le classi. Ha lavorato per 41 anni nella scuola primaria, occupandosi anche dell’accoglienza e della formazione dei nuovi docenti per restituire ciò che aveva ricevuto da giovane dall'esperienza e dal lavoro di équipe con i suoi colleghi della scuola "speciale": una vera fucina di innovazione, partecipazione, condivisione di esperienze , ascolto e rispetto dei bisogni del bambino.

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