Andre Agassi – Open

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Autobiografia fasulla (opera in realtà del celebre saggista, J.R. Moehringer, che in questo caso funge da ghostwriter di lusso) in cui, attraverso la rievocazione della sua carriera, Agassi analizza il proprio rapporto con il tennis senza insistere eccessivamente sulle questioni tecniche ma concentrandosi su tutti gli aspetti della sua vita che lo sport ha plasmato o modificato. L’impressione, alla fine, è di aver passato qualche ora dall’analista insieme a lui, ma la prosa impeccabile rende la seduta davvero avvincente.

Molto ben descritti sono i personaggi che affiancano il protagonista nella sua vicenda umana e sportiva: il padre fanatico, il direttore di un’accademia di perfezionamento descritta come un lager, la prima moglie, tanto bella e famosa quanto incapace di entrare in sintonia con lui; e con essi descrive la parabola di un uomo che passa oltre vent’anni sui campi da tennis di tutto il mondo, diventando un riluttante numero uno, ma che sembra iniziare a vivere solo il giorno in cui finalmente può appendere la racchetta al chiodo.

Al netto delle esagerazioni pensate per far colpo sul lettore, le vicende narrate nel libro sembrano prese da un film o da un manga sportivo, eppure sono tutte vere, ed è davvero ammirevole il modo in cui la narrazione vi si fonde, trasformandosi in un ottima prova di narrativa.
Una lettura consigliata a chiunque.

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