Ciao marziano

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Ciao marziano è una commedia satirica fantastica di Castellacci & Pingitore, gli autori che hanno inventato il Bagaglino, ispirata (ma non troppo) al modello alto de Un marziano a Roma (1954) di Ennio Flaiano (racconto e poi commedia), arricchita da effetti speciali anni Ottanta, artigianali e rudimentali, fatti alla buona, come usanza del cinema italiano. Gli effetti fantascientifici sono tutte sovraimpressioni, il disco volante è una via di mezzo tra un gigantesco spremiagrumi e una giostra per bambini, il volto del marziano è colorato di verde (a tratti cambia in rosso e in giallo), spesso notiamo un telo colorato come fondale, oppure scorrono immagini di Roma in un gigantesco video mentre il marziano vola.

Ciao marziano è un film che negli anni Ottanta – chissà perché – mi ero perso, pur essendo un fan di Pippo Franco, Bombolo, Lionello e tutta la sgangherata banda del Bagaglino. Recuperato grazie a Cine 34, non si può certo definire un capolavoro, ma un curioso oggetto che sfiora il trash conservando quel pizzico di originalità e di follia che lo rendono interessante.

La storia in breve. Pippo Franco è il marziano Bix, che viene mandato sulla Terra come una sorta di nuovo Messia; infatti si circonda di dodici amici, ha un rapporto stretto con la Maddalena (Dionisio) e con Judy (Troschel) – che lo tradirà -, viene giudicato dal dottor Ponzio (Giuffré) – che in definitiva vuole lavarsene le mani -, ha come braccio destro il brigadiere Pietro (Bombolo) e un prete comunista come don Paolo (Teocoli).

Castellacci e Pingitore scrivono una satira politico-religiosa non graffiante (come loro costume) ma bonaria e divertente, adatta per tutti i palati, salvo i troppo raffinati. Non ci sono volgarità, né eccessi, anche se le battute e le situazioni comiche sono tutte riferite alla vita di Gesù Cristo; i personaggi di contorno fanno il loro dovere, da un Citti bullo di borgata al mafioso Lionello, fino al fotografo Martufello, che fa prendere ceffoni al povero Bombolo. Cast femminile interessante: spiccano Silvia Dionisio (Maddalena) e Isabella Biagini (Isabella), con la partecipazione di Laura Troschel (Judy) nel ruolo decisivo della donna che fa conoscere l’amore al marziano ma finisce per tradirlo.

Il bacio di Giuda diventa l’amplesso di Judy ed è mitica la battuta di Bix: “Far l’amore non so cosa sia, ma scopare è bellissimo!”. Il marziano lega subito con le prostitute, con un prete battagliero, con gli umili e i borgatari, mentre viene osteggiato dal potere costituito e dalle forze dell’ordine. Bix non viene crocefisso come il suo storico antecedente, ma è condannato a restare per sempre sulla Terra come un essere umano, perché alla fine l’astronave esplode.

Tra gli attori citiamo il vulcanico Teo Teocoli, prete di borgata che fa la satira del combattivo San Paolo; Giancarlo Magalli, sindaco di Roma che accoglie il marziano al Colosseo; Luciana Turina, giunonica cantante; un Bombolo in gran forma nei panni della macchietta di San Pietro, che si prende un sacco di sganassoni e contiene al massimo le solite volgarità.

Riferimenti cinematografici abbastanza evidenti, da Ultimatum alla terra (1951) e Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), ovvio, con le debite differenze.

Pier Francesco Pingitore viene accreditato come unico regista, ma il film è scritto e sceneggiato insieme a Mario Castellacci e può essere considerato un lavoro di entrambi. Da recuperare.


Regia: Pier Francesco Pingitore. Soggetto e Sceneggiatura: Mario Castellacci e Pier Francesco Pingitore. Fotografia: Carlo Carlini. Scenografia e Costumi: Maurizio Tognalini, Graziella Pera. Montaggio: Antonio Siciliano. Musica: Flavio Bocci, Dimitri Gribanovski. Aiuto Regista: Mauro Sacripanti. Assistente alla Regia: Gianfrancesco Favino. Operatore alla Macchina: Massimo Carlini. Fonico: Giuseppe Muratori. Amministratore: Enrico Savelloni. Doppiaggio: C.D.S. con la collaborazione della C.V.D. Teatri di Posa: De Paolis – Incir. Edizione: Claudio Razzi. Colore: Telecolor. Titoli: Studio Mafera. Direttore di Produzione: Teodoro Agrimi. Produttore: Lucio Ardenzi. Case di Produzione: P.A.C. – Produzioni Atlas Consorziate, Plexus srl. Durata: 92’. Genere: Commedia, Fantascienza, Satira. Interpreti: Pippo Franco (Bix, il marziano), Silvia Dionisio (Maddalena), Aldo Giuffrè (dr. Ponzio), Teo Teocoli (don Paolo), Laura Troschel (Judy), Isabella Biagini (Isaabella), Bombolo (brigadiere Pietro), Gil Cagné (il visagista), Adriana Russo (Adriana), Gino Pagnani (il questore), Oreste Lionello (il mafioso), Franco Citti (er cinese), Luciana Turina (la cantante), Martufello – Fabrizio Maturani – (il fotografo), Sergio Leonardi (benzinaio), Enzo Liberti (il dottore), Franco Bisazza, Giancarlo Magalli (sindaco di Roma), Nestore Cavaricci (poliziotto), Dino Emanuelli (il cardinale), Ettore Martini (il generale), Ester Carloni (signora anziana), Gianfranco Cardinali, Sergio Antonica, Luigi Pagnani. Anno: 1980.

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Gordiano Lupi
Gordiano Lupi (Piombino, 1960), Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio, ha collaborato per sette anni con La Stampa di Torino. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz e ha pubblicato numerosissimi volumi su Cuba, sul cinema e su svariati altri argomenti. Ha tradotto Zoé Valdés, Cabrera Infante, Virgilio Piñera e Felix Luis Viera. Qui la lista completa: www.infol.it/lupi. Ha preso parte ad alcune trasmissioni TV come "Cominciamo bene le storie di Corrado Augias", "Uno Mattina" di Luca Giurato, "Odeon TV" (trasmissione sui serial killer italiani), "La Commedia all’italiana" su Rete Quattro, "Speciale TG1" di Monica Maggioni (tema Cuba), "Dove TV" a tema Cuba. È stato ospite di alcune trasmissioni radiofoniche in Italia e Svizzera per i suoi libri e per commenti sulla cultura cubana. Molto attivo nella saggistica cinematografica, ha scritto saggi (tra gli altri) su Fellini, Avati, Joe D’Amato, Lenzi, Brass, Cozzi, Deodato, Di Leo, Mattei, Gloria Guida, Storia del cinema horror italiano e della commedia sexy. Tre volte presentato al Premio Strega per la narrativa: "Calcio e Acciaio - Dimenticare Piombino" (Acar, 2014), anche Premio Giovanni Bovio (Trani, 2017), "Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano" (Historica, 2016), "Sogni e Altiforni – Piombino Trani senza ritorno" (Acar, 2019).

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