Léo Malet – Le acque trobide di Javel

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L’investigatore privato Nestor Burma viene ingaggiato da Hortense Hennessy per ritrovare il suo compagno, un ex senzatetto che l’ha lasciata incinta e senza mezzi di sussistenza. Per Burma è subito una questione di principio, e per risolvere il caso dovrà abbattere un castello di bugie e segreti sostenuto da una sensitiva, da una ventenne scandalosa e da una femme fatale.

Con il marchio Darkside, Fazi riprende a pubblicare Léo Malet. Certo, le traduzioni non sono più quelle di Luigi Bernardi e mancano le cover di Tardi, ma lui è sempre Nestor Burma, impegnato a svelare un mistero tra le torbide acque di Javel.
Divertente, brioso, originale, si legge a tempo di record. Ci porta nella Parigi del 1957 con un palcoscenico di personaggi che sfiora anche l’intrigo politico. Nestor è più in forma che mai: gigioneggia, risolve il mistero e fa breccia nel cuore delle signorine. Il romanzo è breve, ma la scrittura è fluida e divertente, cosa che non si può dire della maggior parte dei libri attualmente in commercio.

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Stefano Di Marino (1961-2001) si è occupato di narrativa popolare a tutto tondo: letteratura, cinema, fumetti. Ha al suo attivo più di cento romanzi pubblicati, per la maggior parte con Mondadori. Dal 1995, con lo pseudonimo di Stephen Gunn, ha pubblicato la serie “Il Professionista” su Segretissimo, un successo di più di cinquanta episodi con due collane a lui dedicate. Con il suo nome ha firmato romanzi di avventura e gialli classici oltre che una nutrita serie di saggi sul cinema di genere, tra i quali “Italian Giallo”, “Guida al Cinema Western” e “Guida al Cinema Bellico”.

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