Seven

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Seven è un lungometraggio di genere thriller-drammatico del 1995, diretto da David Fincher, che vede trai suoi protagonisti Brad Pitt, Morgan Freeman, Kevin Spacey  e Gwyneth Paltrow. Il film riceve numerose nomination e premi, tra cui quello per il miglior film, agli Empire Awards e agli MTV Movie Awards. Apprezzato dai critici per le atmosfere cupe, e di grande successo al botteghino (confermato anche da un incasso di 327 milioni di dollari a fronte di un budget di 33 milioni), Seven diviene con gli anni un cult del genere thriller.

Seven: sette, come i peccati capitali cui un fanatico religioso (Kevin Spacey) si ispira per pianificare un percorso di brutali omicidi. Per ciascuno di essi sceglie una vittima, che punisce uccidendola con gli stessi vizi che la rendono peccatrice. Un piano per debellare il male dal mondo, fondato sull’illusione che i terribili assassinii fungano da esemplari atti di giustizia, in grado di scuotere la coscienza dell’immorale uomo moderno.
È sull’operato di questo serial killer che i due detective Somerset (Morgan Freeman) e Mills (Brad Pitt) si ritrovano a indagare. Somerset, prossimo alla pensione e lucidamente amareggiato dall’umanità, riconosce sin dal primo crimine l’insolita natura dell’omicidio: un’unica mano assassina incarna sia la malignità umana, sia una folle e disperata lotta contro di essa. Mills, al contrario, è un giovane impulsivo, empatico e fiducioso nei confronti del prossimo. Le divergenze iniziali tra i due poliziotti svaniscono con l’avanzare dell’indagine, che li porta non solo a far fronte comune, ma li lega anche in un rapporto di reciproca comprensione e stima. Il giovane detective, tuttavia, si oppone alla pacifica rassegnazione di Somerset, finché l’assassino non lo metterà di fronte alla sua fragile umanità.

Un thriller intrigante, dalle premesse convincenti, in grado di tenere la nostra attenzione fino al giungere dell’inquietante conclusione, che mantiene la sua originalità a venticinque anni dall’uscita della pellicola. Fondamentale la recitazione di Kevin Spicey, che dona autorevolezza e umanità alla figura dell’antagonista, rendendolo a tutti gli effetti un protagonista della storia e non un banale e spersonalizzato omicida, grazie anche all’efficace e calibrata sceneggiatura di Andrew Kevin Walker (noto anche per aver sceneggiato Il mistero di Sleepy Hollow di Tim Burton).

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Nata nel 1996 all’Isola D’Elba, Irene Pasotto rimane fortemente legata alla Toscana e ai paesaggi mediterranei, che ama ritrarre dilettantisticamente in foto e dipinti. Laureata in Comunicazione e Società all’Università degli Studi di Milano, vi sta conseguendo anche il titolo magistrale in Corporate Communication. Grazie ai suoi studi pre-universitari e all’esperienza di vita in Germania, che ha caratterizzato gli anni della sua infanzia, parla fluentemente inglese e tedesco. Ha inoltre studiato per cinque anni lingua e letteratura cinese al Liceo linguistico Alessandro Manzoni. Nel tempo libero pratica tennis, yoga e ama immergersi nel mondo delle serie tv, con una predilezione per gli scenari distopici come fonte di evasione dalla quotidianità e di riflessione sulla società spinta ai suoi estremi. Libro preferito: "1984" di George Orwell.

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