Opera senza autore

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Dresda, 1936. Un bambino e sua zia visitano una mostra d’arte degenerata in una Germania nel cuore del regime nazista, dove le opere astratte vengono considerate un insulto al duro lavoro dell’operoso popolo tedesco.
Così ha inizio Opera senza autore, l’ultimo film diretto da Florian Henckel von Donnersmarck. Il film può essere definito come un’opera biografica e un documentario storico. La storia di Kurt, il bambino che ne è Il protagonista, prende ispirazione dalla biografia di Gherard Richter, uno dei più importanti artisti tedeschi viventi, la cui vita attraversa le fasi più importanti e critiche della Germania del XX secolo. Il regista inizia  dalla Seconda Guerra Mondale, prosegue con l’occupazione sovietica e conclude con la costruzione del muro di Berlino.

Opera senza autore è un film che, nonostante la durata superi le tre ore, risulta leggero, coinvolgente e piacevole da seguire fino alla fine. Ogni inquadratura immortala la scena come una fotografia. Infatti, può essere descritto come una serie di fotografie del passato che, unite tra di loro, raccontano una storia lontana, come un album di ricordi dimenticato. Non a caso le opere di Richter citate all’interno della pellicola sono il risultato di una trasposizione dell’immagine fotografica in quadro, e lo stesso fa il regista attraverso i ricordi e i racconti del pittore.

È possibile dividere il film in tre parti, corrispondenti a tre fasi storiche, soprattutto grazie alle scelte registiche e alle ambientazioni, che segnano in modo evidente il passaggio da un periodo all’altro. Ha inizio nella Dresda nazista, con un tono crudo e drammatico che rispecchia gli eventi tragici della guerra, che segneranno per sempre la vita del giovane artista. Durante l’adolescenza Kurt vive nella Germania occupata dalla Russia Social-Democratica, dove i vincoli ideologici non permettono al giovane pittore di trovare la propria espressione artistica, portandolo a scappare verso la Germania Federale; qui il ritmo della storia cambia drasticamente, fino a trasformarsi in una commedia dai tratti comici. Nonostante i numerosi cambiamenti, però, l’oscuro passato inseguirà per sempre non solo la vita di Kurt, ma anche quella delle persone che lo circondano. Perché gli orrori della guerra non possono essere dimenticati.

Il film è un inno alla verità che, attraverso l’arte, viene riportata alla luce insieme ai crimini di guerra, tenuti nascosti fin troppo a lungo. Encomiabile e coinvolgente.

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