Nel 2000 non sorge il sole

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Nel 2000 non sorge il sole è un lungometraggio distopico del 1956, diretto da Michael Anderson, regista noto per La fuga di Logan (1976)[1], opera con cui esplora ulteriormente il genere fantascientifico. Il film è la prima trasposizione cinematografica del romanzo 1984 di George Orwell, che traspone abbastanza fedelmente.

Nel 1984 il mondo è suddiviso in tre macro-fazioni in costante conflitto tra loro: Oceania, Eurasia e Estasia. Winston Smith abita nella capitale dell’Oceania, dominata dalla dittatura del Grande Fratello, leader dell’unico partito del territorio. Ogni spazio è costantemente sorvegliato da telecamere e qualsiasi forma di pensiero indipendente o di rapporto umano spontaneo viene repressa. In questo clima di controllo fisico e psicologico, Winston inizia a tenere un diario segreto in cui libera il proprio trattenuto dissenso e, poco dopo, intraprende una relazione clandestina con Julia, altrettanto avversa al sistema. Nei protagonisti prende vita una sensazione quasi estinta: la speranza, che porterà i due a compiere scelte ingenue e dalle conseguenze devastanti e irreparabili.

Il film, con le sue immagini in bianco e nero e i paesaggi metropolitani scarni, riesce a cogliere l’essenza di un mondo ormai senz’anima. Un’opera che, già dal punto visivo, si distacca dai racconti distopici contemporanei (come Black Mirror), che mostrano spesso scenari futuristici esteriormente idilliaci, dalle immagini brillanti, decorate da stupefacenti tecnologie: la società distopica che osserviamo appare relativamente vicina al nostro presente e poco distante dagli anni in cui uscì la pellicola. Le minacce di questo triste futuro non derivano dall’evoluzione, ma nascono dalla sintesi e dall’estremizzazione dei totalitarismi che tormentano la storia dell’umanità. Ci troviamo di fronte a uno scenario che non è impossibile, ma che è già stato, e continua ad essere, possibile.
Sebbene la recitazione non sia particolarmente toccante, si riesce a percepire il clima della terribile dittatura, che allontana i cittadini dalla loro stessa natura umana. Il controllo psicologico del Grande Fratello non si limita a debellare emozioni e spensieratezza, costringendo i personaggi a un’arrida razionalità, ma scava ben più a fondo. L’intelligenza del singolo viene annullata di fronte al pensiero unico del partito, che decide quali siano le uniche verità possibili, per quanto spesso ben differenti dalla realtà oggettiva. 

Nel 2000 non sorge il sole rende giustizia a 1984, opera immortale e estremamente complessa da trasportare sul grande schermo, riuscendo a dare un volto credibile a una delle più famose distopie di sempre.


[1] Altri film particolarmente noti del regista inglese sono Il giro del mondo in 80 giorni (1956), Quiller Memorandum (1966), Doc Savage (1972) e Cronache marziane (1980, per la televisione) (ndr).

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