Robocop 2014

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Quando la città di Detroit diventa esperimento di nuove cupe tecnologie militari, solo un uomo dentro una macchina può rappresentare il vero futuro della legge…

“Vivo o morto, tu verrai con me!”. Era il 1987 quando un giovane e controverso regista olandese, famoso per i suoi film con soggetti forti e scabrosi interpretati da attori del calibro di Rutger Hauer (“Fiore di Carne”, candidato Oscar nel 1973) e Jeroen Krabbé (“Il quarto Uomo”) arriva a Hollywood e al suo secondo film per una major porta sullo schermo “Robocop” per la “Orion Pictures”.
Doveva essere un altro trampolino per Swarzy ma il regista, non volendo ingrandire il già molto ingombrante costume, trovò nel quasi sconosciuto Peter Weller l’attore perfetto per diventare il primo “vero” poliziotto robotico della storia del cinema. Nessuno immaginò allora che ne sarebbe uscito un film carico di sadismo e violenza, condito di fine umorismo nero, che avrebbe delineato una fantascienza urbana cupa dove, per combattere la criminalità, si lascia spazio a una corporazione senza scrupoli ben disposta ad usare i suoi mezzi robotici anche per scopi assassini. Robocop nel film è l’unica barriera tra una legge senza giustizia e giustizieri spietati come futuri Terminator.

Poi seguiti poco ispirati, oltre a cartoni e videogiochi modesti anche per l’epoca, hanno fatto morire il franchise (alcuni dicono che in realtà è la maledizione di Verhoeven, dove anche i seguiti di “Starship Troopers” e “L’uomo senza Ombra” sono stati flop colossali). Solo nel 2005, per volontà della “Screen Gems” di Sony, il personaggio di Robocop sembra pronto per tornare al cinema ma, nonostante sia chiamato Darren Aronofsky (“The Wrestler”), il progetto non decolla.
Si deve aspettare il 2010 e un altro team creativo, tra cui il talentuoso regista brasiliano José Padilha (autore degli ottimi due “Tropa De Elite”), e forse Tom Cruise o Michael Fassbender nella parte principale, che invece finirà nelle mani del promettente attore Joel Kinnaman, famoso per la serie TV “The Killing”. Le riprese iniziano nel 2012 in Canada e, fin da subito, il film attrae critiche di lesa maestà in chi vede nel rifacimento un’offesa alla pellicola originale come se un film, per quanto classico, sia intoccabile. Qualche lamentela da parte del regista finita sui giornali ha creato un po’ di malumore e il nuovo Robocop, sembra con rimaneggiamenti di produzione dovuti agli alti costi e alla paura di non rientrare nelle spese nel caso di un film troppo violento come l’originale,  da agosto del 2013 slitta nell’uscita a febbraio 2014.
Che cosa rimane quindi di Alex Murphy alias “Robocop” nella versione 2014? Che cosa è sopravvissuto di un uomo risorto dentro una macchina per portare la giustizia nelle strade di una Detroit in mano al crimine? Robocop è ancora un personaggio attuale o un rottame degli anni ‘80 tirato a lucido fino a oggi? Domande che portano alle conclusioni che potete leggere di seguito.

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All’appello forse mancano solo i Gremlins (che personalmente mi farebbe anche piacere rivedere) e poi degli anni ’80 è stato (ri)proposto quasi tutto. Robocop paga il pegno di tornare in un mondo che non gli appartiene, che è cambiato tantissimo mentre lui è rimasto (quasi) uguale, anche se adesso è molto più agile e “made in China”. Con un cast di ottimi attori (Samuel Jackson assieme a Michael Keaton e Gary Oldman – il primo Batman e il nuovo Gordon, nientemeno) che, purtroppo, sono usati come candeline sulla torta, tanto sono decorativi. Aggiornando con un buon 3D gli ED-209, assieme ad altri androidi un po’ anonimi, il nuovo Robocop, con un po’ più di carne attaccata (nell’originale del povero Murphy rimaneva solo il cervello), con una famiglia da cui tornare e una bella moto con cui scorrazzare da solo per Detroit, ha la vendetta in una mano e un copione scritto su una carta velina nell’altra. Per chi è abituato alle finezze stilistiche e narrative delle nuove serie TV qualche colpo di sonno è inevitabile. Ma in fondo questo nuovo Robocop è anche simpatico, magari se in un seguito ci mettono anche i Gremlins forse la storia diventa più interessante. Gli anni ‘80, come gli zombi, ovviamente risorgono sempre. E Marty McFly torna, ci manchi tanto!!!

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Gino Udina
Gino Udina (Milano 1970) è uno scrittore italiano di Fumetti, Graphic Novels e Cinema. Nel 1993, a soli 23 anni, ha creato scritto e coordinato (per quattro anni) il fumetto di 94 pagine mensili in bianco e nero "DEMONHUNTER": la storia di un poliziotto che grazie a una pietra magica, fusa nella sua mano destra, poteva trasformarsi in un cacciatore di demoni (pubblicato dalla Xenia Edizioni). Dopo la chiusura della serie ha cominciato a collaborare con la Sergio Bonelli Editore scrivendo vari episodi di Martin Mystere e Nathan Never mentre coordinava un corso di scrittura creativa per il fumetto (lezioni base) alla scuola creativa "Magnolia Italia" dove ha organizzato anche incontri con autori e mostre di opere originali. Nel 2002 ha creato con Fabio Bono, artista per il mercato francese con titoli come "Confessions d'un Templier" (Soleil) e "Cathares" (Glénat),il fumetto per ragazzi "TAO" storia di un gruppo di avventurieri dello spazio che hanno trovato rifugio sulla Terra difendendo la loro nuova "madre patria" da tutti quelli che vorrebbero conquistarla e sottometterla. Parzialmente pubblicato dal "Messaggero dei Ragazzi" di Padova è ora in corso un adattamento a cartoni animati e una nuova edizione. Mentre collaborava come redattore e traduttore per altri editori ha partecipato nel 2010 all'impresa editoriale dell'editore francese "Editions Physalis" di mettere sul mercato una nuova collana hard boiled e con il disegnatore Salvatore Improda è stata creata "TIGRE BIANCA". Il primo episodio chiamato "L'Organizatsya" è uscito a Settembre 2012 e si tratta di un Polar (poliziesco-noir tipicamente francese) ambientato nel mondo della malavita russa. Ha anche scritto un film horror per il mercato americano dal titolo "HELLINGER", sponsorizzato dalla Troma Entertainment e disponibile sui negozi Amazon. Adesso sta scrivendo la conclusione di Tigre Bianca, un libro per ragazzi che uscirà nel 2014.

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