Le 5 leggende

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Quando l’Uomo Nero minaccia la felicità dei bambini, le “5 Leggende” si uniscono per combatterlo e far tornare il sorriso ai piccoli che ancora credono in loro…

INGREDIENTI FILMICI

“Le 5 Leggende” (in originale, “Rise of the Guardians”) è l’ultimo film d’animazione della Dreamworks, da tempo alla ricerca di nuovi “franchise” dato che “Shrek” è ormai concluso, che utilizza cinque personaggi classici dell’infanzia rivisti in una chiave super-eroistica quasi alla “Avengers”, il film di Joss Whedon più che i fumetti (Guillermo del Toro produce e nel mondo del Coniglio forse c’è la sua direzione artistica…)

Tratto dai libri per ragazzi di William Joyce “Guardians of The Childhood” il film rivisita in chiave fantasy superomistica Babbo Natale, un cosacco tatuato armato di doppia sciabola con slitta spaziale; la Fatina dei Denti, una specie di mutante ragazza colibrì; il Coniglio Pasquale, armato di boomerang e doppiato da Hugh “Wolverine” Jackman; SandMan, un mini bonzo muto e potente – ma utile solo a far svolgere la trama e il protagonista Jack Frost, il “padre inverno” della tradizione norrena qui diventato un triste ragazzino incappucciato.

All’inizio divisi poi (Vendicatori) uniti per affrontare la minaccia di Pitch Black, alias l’Uomo Nero, caratterizzato –rimanendo in tema – come un Loki truccato da Marlyn Manson, che per sconfiggere le “5 leggende” deve far perdere ai bambini la magia del credere in loro. Un prodotto la cui qualità non si discute (ma difficile trovare difetti anche nelle ultime produzioni Sony o Fox, con Pixar sopra tutti).

Ha dalla sua un’ottima regia di un maestro di storyboard con però troppe scene studiate per il 3D, che diventano spesso superflue in 2D, e una storia ben scritta dallo stesso autore dei libri che è fresco di Oscar 2011 per il corto “The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore”. Ma alla fine c’è come un senso di vuoto che si spera venga colmato da una seconda parte dove, oltre allo spettacolo, si comincia a scavare nei personaggi: perché – ad esempio – non si vede “L’uomo nella Luna”, presente nei libri, che condiziona i “Guardiani”?!.

In sostanza il film è una bella caramella colorata il cui gusto rimane troppo poco, anche se il seguito sicuramente colmerà le molte lacune di questo episodio, con magari altri personaggi. Attendiamo fiduciosi. (Gino Udina @2012)

Un cartone animato ricco di scene d’azione, con momenti anche adulti, un po’ videogioco in 3D, dove i bambini rappresentati nel film passano, a volte, stranamente in secondo piano… Si salva grazie alle molte idee visive, ma ha una caratterizzazione superficiale.

L’errore clamoroso è un cattivo ben scritto che – in fondo – è uguale ai protagonisti (a Jack Frost in particolare): ha solo bisogno di qualcuno che crede in lui, perché altrimenti si sente (è) solo. Interessante che il Coniglio Pasquale spieghi nel film l’importanza della sua festa, cioè l’annuncio della primavera, mentre Babbo Natale rimane uno che porta doni in una notte meglio di UPS, la Fata Dentina ti lascia i soldi, Sabbiolino serve all’Uomo Nero e Jack Frost, parole sue, è da amare perché fa chiudere le scuole d’inverno!!!

Ma – occhio! – anche slittare le auto nei burroni… E, forse, proprio mentre state andando al cinema a vedere le “5 leggende”… E per i libri andate su… http://www.theguardiansofchildhoodbooks.com/index.php

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