Yasunari Kawabata – Il paese delle nevi

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Una storia d’amore impedita dalla necessità di rispettare le gerarchie sociali: così potrebbe essere riassunta la trama di questa celebre opera di Yasunari Kawabata, nella quale un ricco borghese in vacanza e una onsen-geisha si amano nel bel mezzo di un gelido inverno.

Come spesso accade in questo genere di letteratura, non è la trama l’elemento centrale: in questo romanzo scarno, essenziale, l’amore è descritto come un raffinato e complicato gioco psicologico tra due personaggi che, pur attratti l’uno dall’altro, rimangono ognuno su un piano diverso dell’esistenza – lui è ricco, perfettamente calato nel clima culturale della Capitale, nella quale si dedica a studi di tipo occidentale; lei è legata al mondo degli onsen e dei quartieri dei divertimenti, creatura di un mondo fluttuante con le sue cerimonie e i suoi formalismi che sta scomparendo. Non a caso la vicenda non è ambientata negli sfavillanti kuruwa di Tokyo, ma in un modesto stabilimento termale di montagna, dove quel mondo sopravvive come mera attrazione turistica.
Il legame tra Shimamura e Komako è, quindi, ben più di una relazione tra uomo e donna: è il legame dell’uomo moderno con la tradizione, con l’essenza stessa dell’essere giapponese, e proprio questa sua particolare natura lo rende drammatico.

La storia d’amore viene raccontata attraverso immagini stilizzate e raffinate come quelle che ornano i tessuti o le preziose decorazioni della ceramicam e l’autore descrive il sentimento di Shimamura per Komako come il malinconico struggimento di chi contempla un oggetto prezioso, conscio di non essere destinato a possederlo.
Anche Komako è consapevole dell’impossibilità di trasformare la passione in un rapporto più duraturom ma proprio questa consapevolezza rende il suo sentimento intenso e profondo: tra i due, la vera innamorata nel senso stretto del termine appare lei.
Anche il rarefatto paesaggio invernale partecipa alla definizione della relazione: la neve che cade isola il villaggio e i due protagonisti, che vivono come sospesi come in un sogno dal quale si sa che verranno svegliati e che il risveglio sancirà la loro separazione.

Racconto prezioso, fatto di immagini e scene isolate, descritte con prosa evocativa ma precisa, Il Paese delle Nevi rappresenta perfettamente l’arte raffinata e lirica di Kawabata, autore che meglio di ogni altro scrittore giapponese ha saputo portare sulla carta il complesso rapporto tra i suoi personaggi e il mondo che li circonda.
Lettura di spessore ma non eccessivamente complessa o impegnativa, può rappresentare un valido punto di partenza per chi fosse interessato a esplorare il vasto e affascinante mondo della letteratura nipponica.

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Valentina Leoni è musicista e storica dell'arte, ha scritto e scrive recensioni e articoli riguardanti libri e fumetti per diversi siti. Attenta conoscitrice della cultura giapponese, ha fatto parte del comitato scientifico della mostra Dai Samurai a Mazinga Z (Casa dei Carraresi, Treviso ottobre 2014) ed è da anni collaboratrice di Radio Animati per la quale ha curato di recente la trasmissione Yatta: Luoghi Non Comuni sull'Animazione Giapponese.

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