Ray Bradbury – Molto dopo mezzanotte

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Ray Bradbury è noto ai più come autore di fantascienza, e la fantascienza non manca tra i ventidue racconti di “Molto dopo mezzanotte” (Long After Midnight), ma resta decisamente in minoranza rispetto a racconti che è impossibile classificare all’interno della narrativa di genere.

Non ci sono storie poco convincenti, e le pagine scorrono via lasciandoci, ogni volta, con un a riflessione sulla vita. Le perle di questa antologia sono, a mio parere, “La bottiglia azzurra” (The Blue Bottle), un apologo fantascientifico sui desideri umani; “In trappola” (One Timeless Spring), che rappresenta con delicatezza il trauma della crescita; “Una domenica a Dublino” (Getting Through Sunday Somehow), parabola sul senso che attribuiamo (o non attribuiamo) alle piccole gioie quotidiane; “Viaggio in Messico” (Interval in Sunlight), dramma coniugale tra i più efficaci mai rappresentati; “La vera saggezza” (The Better Part of Wisdom), che descrive l’incontro fra un nonno al termine della vita, il nipote omosessuale e il suo amante con un senso di rispetto e partecipazione privi di pregiudizi; “Il pan di segala” (The Pumpernickel), una storia sull’amicizia che potrebbe essere stata concepita da Frank Capra.

Senza dimenticare il celeberrimo “Gioco d’ottobre” (The October Game), un capolavoro riconosciuto della letteratura del terrore. Ma gli altri racconti non sono da meno, e vanno gustati uno ad uno. Due in particolare, il già citato “La bottiglia azzurra” e “Il Messia” (The Messiah), fanno riferimento al romanzo antologico “Cronache marziane” (The Martian Chronicles), e ne rievocano situazioni ed atmosfere.

Ma vengono resuscitati anche Hemingway (“Il pappagallo che conobbe papà”, The Parrot Who Met Papa) e Thomas Wolfe (“Angelo, guarda il futuro”, Forever and the Earth), insieme ad epoche che sembrano defunte ma il cui spirito aleggia ancora nel cuore dell’essere umano sotto forma di spinta, di sogno, di aspirazione ideale.

Ciò che più colpisce, in Bradbury, sono l’empatia con i propri personaggi, la capacità di descrivere con semplicità le situazioni più complesse, la profonda umanità che mostra nel dipingere le più svariate situazioni. Abile nel rappresentare rivelazioni intime dal valore universale, è uno scrittore profondamente umanista, che con pochi tratti ben calibrati sa descrivere inquietudini piccole e grandi, desideri e paure di adulti e bambini, anche quando li estrapola dal presente proiettandoli in un ipotetico futuro.

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Heiko H. Caimi
Scrittore e sceneggiatore, insegna scrittura creativa dal 1999. Ha collaborato con la casa editrice Tranchida dal 2007 al 2009 come docente di Scuola Forrester e come membro del CdA e redattore del comitato editoriale, nonché come autore sulle riviste telematiche “Gluck59” e “Tenekè”. Ha collaborato come autore di novelle con gli editori Mondadori e GVE e pubblica racconti, articoli, recensioni e poesie con diverse riviste telematiche. Ha partecipato come poeta alla VII Edizione della Carovana dei Versi nel 2012-2013, e sue opere sono state pubblicate nel 2013 all’interno dell’antologia edita dalla Casa Editrice Abrigliasciolta di Varese. Ha tenuto corsi di scrittura e di sceneggiatura presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano, presso l’I.I.S. A. Lunardi di Brescia, in svariate biblioteche e associazioni del comprensorio bresciano e in alcune scuole svizzere. Un film per cui ha scritto la sceneggiatura è stato opzionato due volte e ha collaborato come sceneggiatore a una produzione internazionale (“Haiti Voodoo”, 2011). In un lontano passato ha suonato in svariati gruppi musicali e ha collaborato a numerosi cortometraggi. Attualmente vive e lavora a Brescia. Dal 2002 è Presidente di Magnoliaitalia e dal 2013 è docente e direttore della Bottega della Scrittura di Brescia, scuola professionale per scrittori.

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