Edna O’Brien – Ragazze di campagna

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Due ragazzine, Baba, un’ochetta capricciosa, e Caithleen, intelligente ma disperatamente debole, si fanno espellere dal collegio e finiscono a Dublino, dove tentano di fare la bella vita, che per loro consiste nello star fuori fino a tardi tutte le sere, nell’amoreggiare (mai sul serio) con i vari perdenti che incrociano sulla loro strada, nell’ubriacarsi e fumare; fino a quando una delle due ci rimette la salute e l’altra rimane fregata da uno spasimante sposato.

Quando uscì, negli anni Sessanta, Ragazze di campagna di Edna O’Brien fece gridare allo scandalo l’Irlanda intera: due ragazzine che rivendicano per se stesse la voglia di esprimersi, il desiderio di evasione e di parlare di argomenti considerati tabù, mandando allegramente al diavolo rigide suore educatrici e famiglie retrograde (ma tutto sommato non troppo diverse da certi nuclei familiari problematici di oggi) dovettero essere un duro colpo per  i lettori di un Paese fermo poco più avanti del Medioevo, situazione peraltro comune a quasi tutta l’Europa di allora. Oggi, però, la carica trasgressiva del romanzo è evaporata: le nuove generazioni di lettori potranno avere difficoltà a comprendere il motivo che spinge una ragazza a sprecare intelligenza e istruzione per fare una vita che non ha più nulla di scandaloso.

Salvano il romanzo le splendide descrizioni di ambienti e stati d’animo, che rendono alcune pagine ancora deliziosamente fresche, come miniature ad acquarello di un mondo che ormai non esiste davvero più. Ragazze di campagna resta comunque un grande affresco d’epoca, anche se più utile per una storico che per un lettore del ventunesimo secolo.

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Valentina Leoni
Valentina Leoni è musicista e storica dell'arte, ha scritto e scrive recensioni e articoli riguardanti libri e fumetti per diversi siti. Attenta conoscitrice della cultura giapponese, ha fatto parte del comitato scientifico della mostra Dai Samurai a Mazinga Z (Casa dei Carraresi, Treviso ottobre 2014) ed è da anni collaboratrice di Radio Animati per la quale ha curato di recente la trasmissione Yatta: Luoghi Non Comuni sull'Animazione Giapponese.

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