Peter Kuper – Rovine

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Sam e George decidono di prendersi un anno sabbatico dalla loro vita a New York e di trascorrere questo tempo in una cittadina messicana: la scelta, oltre a consentire a Samantha di concentrarsi sul libro che sta scrivendo e a George di riprendere la sua attività di pittore, ha lo scopo di riportare serenità nella coppia, in crisi poiché il desiderio dell’una non è condiviso dall’altro.

Non è l’originalità a caratterizzare questo romanzo grafico, che in diversi punti a malapena evita gli stereotipi, ma la sua concezione letteraria: infatti, mentre si dipana la trama principale, la narrazione prevede spesso erudite digressioni (sugli insetti, la pittura messicana, la geografia e la storia) che si inseriscono nella trama principale creando diversi racconti collaterali, ognuno contraddistinto dal dominio di un colore sugli altri (grigio per i ricordi, ocra per le divagazioni di George, azzurro per le riflessioni); la trama, poi, è spezzata da alcune sequenze mute nelle quali dobbiamo seguire il faticoso migrare, con le sue mille fermate e deviazioni, di una farfalla monarca dal Canada al Messico, esplicando il fine del romanzo: la ricerca, la scoperta di se stessi e delle proprie aspirazioni non procedono secondo un percorso stabilito, come si illudono i due protagonisti, ma attraverso l’intuito e le circostanze del momento, alle quali bisogna abbandonarsi e che bisogna seguire senza farsi troppe domande.
Le fisionomie dei personaggi, schematiche e quasi caricaturali, sono in contrasto con l’accuratezza della resa paesaggistica e architettonica del Messico più antico: le rovine che danno il titolo al romanzo simboleggiano tanto lo stato d’animo dei due protagonisti quanto il destino ultimo dell’essere umano, nonostante il suo affannarsi a cercare risposte e affermazioni

Rovine è un ottimo esempio di narrazione sequenziale nella quale gli elementi grafici e narrativi si fondono perfettamente in un racconto impegnativo ma appagante per occhi e mente, meritatamente premiato con l’Eisner Award nel 2016.

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Valentina Leoni è musicista e storica dell'arte, ha scritto e scrive recensioni e articoli riguardanti libri e fumetti per diversi siti. Attenta conoscitrice della cultura giapponese, ha fatto parte del comitato scientifico della mostra Dai Samurai a Mazinga Z (Casa dei Carraresi, Treviso ottobre 2014) ed è da anni collaboratrice di Radio Animati per la quale ha curato di recente la trasmissione Yatta: Luoghi Non Comuni sull'Animazione Giapponese.

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