Maurice Walsh – Un uomo tranquillo

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Durante la guerra anglo irlandese, che culmina nel 1921 con la tregua e l’istituzione dello Stato Libero d’Irlanda,  sei uomini e quattro donne sono coinvolti, a diversi titoli, in una delicata questione di tradimento e vendetta. Il libro ripercorre le loro storie a partire da quel momento. Il testo si compone, infatti, di cinque racconti lunghi che, pur avendo una loro autonomia, hanno in comune i personaggi e il prologo, filo rosso che conferisce unità all’opera.

Fa da sfondo, e a tratti irrompe da protagonista, il conflitto. Ascoltiamo, così, dalla voce del dottor Jordan le azioni dell’IRA, ma anche la descrizione dei dolci declivi ricoperti di erica. Viviamo il dramma di Sean Glynn che la lotta ha segnato più nell’anima che nel corpo e che, dopo la tregua,  rimane preda dei suoi demoni. Incontriamo il desiderio di normalità di Paddy Bawn, l’uomo tranquillo che dà il titolo al libro e che ispirò nel 1952 un celebre film di John Ford. Subiamo, anche noi lettori, il fascino sfuggente di Nuala Kierley, vittima e carnefice, motore delle vicende narrate.
A dispetto dello scenario bellico, tuttavia, il romanzo non ha i caratteri del libro di guerra, quanto piuttosto di uno scritto politico, di un inno alla propria terra e al diritto di autodeterminazione dei popoli.

L’autore si mantiene in sapiente equilibrio fra dramma e umorismo e dà vita a un mondo che, pur in un contesto storico doloroso,  riesce a trovare momenti di leggerezza nelle gare di pesca, nelle tenzoni amorose, nei dialoghi arguti e fulminanti.
Episodi di guerra si alternano così a immagini bucoliche, le voci narranti si avvicendano e i registri linguistici si diversificano, per adeguarsi ai temi che di volta in volta prevalgono.
Motivi ricorrenti sono l’amore per la patria,  il vincolo dell’amicizia talvolta più stretto dei legami di sangue,  l’emancipazione femminile, il sentimento d’amore che non può prescindere dalla condivisione di valori.
I protagonisti di Walsh, infatti, non sono soldati, ma patrioti, combattenti che non hanno scordato la loro essenza di uomini tranquilli; e il libro è il racconto del loro travagliato ritorno a tale condizione.

Un’opera corale e suggestiva che rivela una sorprendente modernità.

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