Manuela Montemezzani – L’umanità

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Sono parole semplici quelle utilizzate da Manuela Montemezzani nella sua ultima silloge L’umanità, ma non semplici parole: sanno di vita vissuta e subita, di emozioni e pensieri in fermento, di accuse precise e di responsabilità condivise. Perché La vita ci deve provare in maniere tragiche e contorte, imprevedibili, destinandoci alla nausea delle sconfitte inevitabili, tutt’altro che imprevedibili, ma possiamo sempre rialzarci e ricominciare da capo: pur schiavi della vita, delle leggi, dello Stato, noi singoli cittadini col nostro operato, pur annebbbiati da una Società ingorda, / infame, […] che inquina / l’aria di chi / vuole ancora pensare, tra cemento e automobili, Non siamo macchine, e possediamo la forza del sentimento, un sentimento spesso tradito ma che può trovare voce nel divino, nell’amore universale. Anche se siamo emarginati e viviamo per strada, anche se possediamo un’anima logora e dobbiamo passare attraverso perdite e lutti, o se abbiamo visto la guerra / le bombe sparate, e se abbiamo subito La fame, la maternità così difficile e dolorosa: pur nati ieri, siamo noi qui pieni di vento, e soprattutto umani. Possiamo credere o vivere di percezioni, sederci e aspettare o alzarci e reagire, umiliarci o avere Urla di donna soffocate / dentro, ma attraverso l’arte riscattarci; perché l’arte non è apparire, ma la ruga che ti è venuta nel dover pensare / a ciò che devi scrivere.
L’autrice lo dichiara apertamente: Dal vostro odio / è nato il mio talento, e la poesia nasce e sgorga da un apice di delirio nella verità dell’anima. Forse Soffochi perché / le mura sono alte, e incontri uomini Come un involucro / senza anima, con Lo sguardo falso / da brava persona / che finge, o madri che ti definiscono “Bastarda” / come si fa a dare / della “Bastarda” alla propria / figlia? Forse Nessuno ti riconosce / più nessuno sa / chi sei veramente, eppure Sei forte / Sei un colore, ma sei artista: indomita, controversa, capace di gridare al mondo con le parole del mondo.

Quello che si instaura con la Montemezzani è un dialogo, un “a tu per tu” in cui è facile riconoscersi, tra l’inquietudine del vivere e la bellezza del creato. Un’autrice che sa tendere le corde della poesia appendendovi altezze e bassezze dell’umanità, come panni stesi ad asciugare: panni sporchi, ma anche lindi come certe anime. Una lettura che non lascia indifferenti e che sa aizzare la nostra indignazione.

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