Liane Strauss – Frankie, Alfredo

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Leggere le poesie di Liane Strauss è una delizia, che affina la mente. Frankie, Alfredo è una raccolta colma di poesie brillanti, intelligenti e pungenti, che costruiscono l’impressione di una vulnerabilità che resiste alla coscienza, sviluppando una voce sfrontata in risposta a un’amara percezione: you, full of voluptuous objection, / because my verses spill over with push-up / bras and low riding tangas think I’m a girl! (tu, pieno di voluttuose obiezioni, /poiché i miei versi traboccano di push-up /reggiseni e tanga succinti pensi che io sia una ragazza!). Dal linguaggio e dai contenuti scaturiscono un’energia e un nervosismo che sovvertono continuamente le aspettative. Tra gli altri, l’autrice fa riferimento ad Archimede, Catullo, Lady Suwo, Socrate, Gesù, Lady Macbeth, Éluard, Byron e Li Ch’ing Chao, forse per difesa o forse per soddisfare la sua sete intellettuale.

Attraverso l’uso della simultaneità invita a una riflessione concettuale, come nel poema di apertura Alone in the Night (Sola nella notte). Qui la Strauss salta tra vicende apparentemente slegate, come la notizia in cui Emergency rescue has just freed / the woman trapped for twelve hours / underneath the ice (Una squadra di salvataggio ha appena liberato / la donna intrappolata per dodici ore / sotto il ghiaccio) e la solitudine della stessa autrice che I try to write a poem in which / two ice floes drift and dissolve like willows (cerco di scrivere poesie in cui /due iceberg si scontrano e si dissolvono come salici).

Nonostante ci sia una certa coscienza di sé in queste parole, il tono sarcastico le rende intenzionali. Questa autocoscienza ritorna ancora in Boy (Fanciullo), in cui l’oggetto del desiderio viene trattato senza cura, fino a perderlo del tutto e la rabbia si insinua, rendendo la bambina spietata: She snapped / the head off every last doll she possessed / and heaped the headless bodies on her bed (Strappò / la testa di ogni bambola che possedeva / ammucchiando i corpi senza testa sul suo letto). Ci racconta questi dettagli to satisfy those for whom cause and explanation, / and not the simple disposition of parts, is paramount (per soddisfare quelli per i quali la causa e la spiegazione / e non la semplice disposizione delle parti, è essenziale).

Alcune poesie si interfacciano con il coinvolgimento mentale, il giostrarsi e il flirtare tipici delle relazioni, come nella brillante Archimedes and Me (Archimede ed Io): that mock-indulgent tone you adopt / whenever you don’t want me to know / how adorable you find me (quella presa in giro indulgente che usi / ogni qualvolta non vuoi che io sappia /quanto mi trovi adorabile); e poco più avanti, nella stessa poesia: just as when I really am talking to you / I’m talking to myself again (proprio come quando sto davvero parlando con te / ma parlo ancora con me stessa). Nella poesia che dà il titolo alla raccolta, Frankie, Alfredo, la narratrice lancia una sfida: Name the dawn. I’ll take your mouths and your money / both hands tied behind my back, in a blindfold / and ten bona fide inches of stiletto (Dillo all’alba. Prenderò le tue labbra e il tuo denaro / bendata e con entrambe le mani legate dietro la scheda / e dieci centimetri buoni di tacco a spillo).

In altri componimenti c’è un senso di tristezza dolorosa, nostalgia dei primi giorni in cui l’amore era appena sbocciato: how I used to navigate the corridor as if I always wore / a careless coy chignon in hot weather (Ero solita attraversare il corridoio come se indossassi / un timido chignon distratto in un giorno afoso – Transcriptions from Éluard, Trascrizioni da Éluard).

La Strauss esplora tutti i passaggi di una relazione, dall’inizio ai tempi mezzani fino alla fine, dove, viene suggerito, il danno infido dei pettegolezzi e del gossip è un fattore determinante: Like an airborne influenza, word got around. (Come un’influenza aerea, le parole girano; Rumour, Pettegolezzo); although nothing happened, / I have become the subject of gossip (nonostante nulla fosse accaduto / ero diventata oggetto di gossip – Variations on a Theme by Lady Suwo, Variazione su un Tema di Lady Suwo).

Nell’ultimo poema, la Strauss utilizza una stanza scritta da Lady Suwo e, in una sorta di telefono senza fili, alterna ed elabora i versi in maniera brillante, distorcendone il significato originale.

Molte delle sue poesie esprimono i diversi stati mentali usando oggetti simbolici: my cold cream’s gone off / my hair clip’s yanked too tight (la crema idratante si è asciugata / il mollettone agganciato troppo stretto – Alone in the Night, Sola nella notte); I lay gorgeous, enormous eggs / and hatch the most beautiful babies’  (Ho deposto uova enormi e meravigliose / da cui sono nati bambini bellissimi – Three Ostriches, Tre Struzzi); a fox dangling from a chair-back / like a provocative suggestion (una volpe che dondola da uno schienale / come una provocazione suggestiva – Self-Portrait, Autoritratto).

Tre diverse sfaccettature/personalità vengono rivelate nella sequenza di sonetti intitolata Three Ostriches (Tre Struzzi). Nel primo troviamo legs long as summer afternoons and quick as convertibles (zampe lunghe come pomeriggi d’estate e veloci come una cabriolet).

Nel secondo invece,
like a felled tree, I collapsed,
my poor knees buckled back,
thump, in a great roar of dust
like some defenestrated sack
for everything I know I lack.

(crollo, come un albero abbattuto,
le mie povere ginocchia girate all’indietro,
un tonfo, nell’immenso ruggito della polvere
come un sacco defenestrato
perché mi manca tutto ciò che conosco).

E nell’ultima poesia, la terza, dove lo struzzo seppellisce la testa, I find treasures all the time, / And it’s so wonderful to be invisible (Ogni volta trovo un tesoro / ed è meraviglioso essere invisibili).

C’è sempre un sentore di desiderio e nostalgia in questi versi, ma è necessario tenerli nascosti finché non sarà sicuro rivelarli. In The Museum of Desires (Il museo dei desideri), questo viene sovvertito e la narratrice non parla più solo dei propri desideri, ma anche di quelli della persona cui si sta rivolgendo: here are the thoughts you can’t have / And here are the feelings you can’t touch (ecco i pensieri che non puoi avere / Ed ecco i sentimenti che non puoi toccare). In Hymn (to Sappho) (Inno (a Saffo): in your eyes / neither mercy nor the hunger of desire can be detected (Nei tuoi occhi / né pietà né fame di desiderio possono esser trovati).

“Attento a ciò che desideri” è un avvertimento ricorrente. In ‘he Seamless Future (Il Futuro Perfetto): sidewalks won’t have cracks… doors will open out of walls like in old houses / with fascinating secrets, but without hinges (i marciapiedi non avranno crepe… le porte si apriranno nei muri, come nelle case antiche / con segreti affascinanti, ma senza cardini). Tuttavia, questo futuro idealizzato diventa più insidioso quando given time, even you and I will emulsify (a tempo debito anche tu ed io ci mescoleremo) come face and fathom, like hours, / like every disappearance, seamless (volti e braccia, come le ore / come ogni sparizione, perfetti).

Ad ogni modo, qualche volta il suo cinismo viene accantonato in favore di una speranza più ingenua, come durante l’eclissi di Transcription of Éluard (La trascrizione di Éluard), in cui la coppia dice: staked all our love against indifference (punta tutto il nostro amore contro l’indifferenza) invece di fingere nonchalance.

Il transfert sembra essere uno dei meccanismi di difesa della Strauss. L’utilizzo frequente e brillante di narratori alternativi, di voci differenti, può essere un modo per nascondere ricordi e tasti fin troppo intimi, e la Strauss lo utilizza molto bene.

Ma l’autrice ribatte colpo su colpo e la sua capacità di osservazione è singolare e percettiva, spesso indiretta e ilare: his hands / which were small, and clever, / like a couple of Marx brothers (le sue mani /piccole e veloci / come una coppia di fratelli Marx – Poetry Lover, L’amante della poesia).

Un altro tema è come vivere la vita, racchiuso magnificamente in un piacevole sonetto chiamato Digging Ditches (Scavare fossati), dove l’epigrafe cita Byron: If one’s years can’t be better employed than in sweating poesy, a man had better be a ditcher (Se gli anni di qualcuno non gli sono serviti a qualcosa di meglio del trasudare versi, quell’uomo farà meglio ad essere uno scavafossi).

Queste poesie descrivono le connessioni, i passaggi e i processi del nostro tempo e delle nostre relazioni in maniera accessibile e tuttavia stimolante, scuotendo ogni volta la nostra percezione. L’attitudine della Strauss è racchiusa in un verso dal piacevole paradosso, what’s love but a Molotov cocktail (che cos’è l’amore se non una Molotov).

Infatti, il suo lavoro può essere condensato in Childhood (Infanzia), un magnifico poema di paradossi, che riesce a catturare le contraddizioni della vita, i cambi di direzione, le alleanze e le scoperte. E qui scopriamo anche la sua resilienza: Each has seen a world disappear, / seen another rise up out of oceans to meet it (Ognuno ha visto un mondo scomparire / e un altro emergere dall’oceano per incontrarlo). Mi ricorda Rossella O’Hara e non vedo l’ora di leggere che cosa sarà ancora capace di creare.


Traduzione di Francesca Febbrari 


Recensione precedentemente pubblicata su Sabotage Reviews, 2012

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La raccolta di debutto di Afric McGlinchey, "The lucky star of hidden things" - "La buona stella delle cose nascoste" (Salmon Poetry, 2012), concentrata sulla sua educazione ricevuta tra l'Irlanda e l'Africa, è stata tradotta in italiano. Nominata per i premi Pushcart, Best of the Net e Forward, il suo lavoro è apparso su riviste di tutto il mondo. Le tematiche principali del suo lavoro riguardano il nomadismo: fisico, immaginativo e psicologico. La sua poesia è stata tradotta in cinque lingue e utilizzata nell'Irish Leaving Certificate Examinations Book. Tra i premi ricevuti, l’Hennessy Emerging Poetry Award e la selezione per uno scambio culturale italo-irlandese nel 2014. È stata elencata tra i "Rising Poets" irlandesi in Poetry Ireland Review e ha ricevuto una borsa di studio Bartistica per lavorare alla sua seconda raccolta, "Ghost of the Fisher Cat" – "Il fantasma del gatto pescatore" (2016), che è stato nominato per diversi premi. Afric vive a West Cork, dove lavora come editor freelance. Di recente ha ricevuto una borsa di studio del Consiglio d'Arte per la ricerca e per scrivere il suo prossimo libro. Sito web: www.africmcglinchey.com

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