Katie Griffiths – The Attitudes

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Katie Griffiths è una poetessa che è cresciuta a Ottawa, in Canada, e ora vive nel sud dell’Inghilterra; è anche una cantautrice nella band A woman in Goggles, e un membro del gruppo Malika’s Poetry Kitchen, una comunità di scrittori creata da Malika Booker e Roger Robinson nel 2001, per sostenere e aiutare quegli autori che nei circuiti tradizionali di letteratura ed editoria non hanno trovato spazio.

La sua ultima raccolta di poesie, The Attitudes, pubblicata da Nine Arches Press nell’aprile del 2021, si apre con tre epigrafi: “Ho paura di possedere un Corpo” (Emily Dickinson); “L’anima… è sempre davanti a uno specchio” (Thomas Moore); “Questa è la luce della mente, fredda e planetaria” (Sylvia Plath). Queste anticipano i temi racchiusi nelle 54 liriche che compongono la raccolta – liriche che scavano come un bisturi impietoso nel corpo e nella mente, portando alla luce emozioni che non si vorrebbero rivelare, fra tutte il rapporto con il proprio corpo, il corpo che è avvertito come un ingombro, fonte di ansia, rifiuto. “ Il corpo si restringe o si espande, si riempie di rughe o scoppia di salute, oppure all’improvviso cade ammalato”, dice Griffiths nel film trailer per il suo libro.
Un tema ricorrente nella raccolta, tanto che l’autrice gli dedica una serie di sei liriche con lo stesso titolo, Dough must not not enter the body, sono i disturbi alimentari. “Un’estate lei ha imparato a mangiare. Non ingoiare, basta sputare  –  rannicchiata con i pasticcini alla marmellata e un sacchetto di carta.” Ancora dopo pochi versi, il grido di protesta che si esprime con il digiuno: “cercando di occupare meno spazio, pure a un tempo di disturbarlo di più”, cercando di passare inosservata e al contempo di ribellarsi, (Dough must not not enter the body I). Ecco chiarito il senso che il verso di Emily Dickinson in epigrafe assume per la Griffiths, che conclude la prima delle sei liriche dedicate al difficile rapporto con il cibo con le parole: “Dissolversi. Scomparire. Compi il sacro lavoro”.
Questo diviene inequivocabile nella lirica successiva dove la voce narrante è rappresentata con la testa sopra il water, “il suo confessore bianco” che ascolta i suoi peccati di gola; nella terza “Tiene il suo corpo in ostaggio. […] Il cibo è vita. Il cibo è morte”; nella quarta la lotta con il cibo si conduce ogni giorno, la pancia può essere “vuota come un pozzo saccheggiato” oppure “piena come un cesto di biancheria” ma deve anche essere “un’armatura per respingere tutti i colpi”; nella quinta “il corpo è senza sapore, è un bavaglio, si piega oppure è stretto, avaro”. Alla fine nella sesta non rimangono più dubbi, con la ricerca di una facile rima baciata, quasi una cantilena, nel contrasto con “l’ombra” emergono tutte le caratteristiche negative del corpo, “il corpo nega… decresce… sbiadisce… è soppresso… è superato.

Non sempre è facile interpretare i versi della Griffiths che forza la lingua, la piega in modo sorprendente, spesso la manipola, snaturando il significato delle parole, per portarle ad esprimere immagini oniriche che rimandano ad una personalità tormentata. I suoi versi ci spingono continuamente a porci degli interrogativi, lei stessa si pone interrogativi ai quali a volte cerca di dare una risposta sdoppiandosi in due interlocutori, come in Relative Values – Me and Consciousness in cui “Me” è ripetutamente preso a pugni da “Consciousness”, quest’ultimo prepotente e che non ha mai dovuto sopravvivere con salari fissi, mentre “Me” è un artista in ceramiche naïve, vive in una terrazza degli anni Venti e ama giocare a pontone.
Le poesie in The Attitudes sono state composte nell’arco di alcuni anni per cui si può vedere come la poetessa sia cresciuta, e come la sua comprensione e capacità di penetrare anche nei dettagli microscopici di esperienze traumatiche come la perdita, il dolore, la morte si sia arricchita. Il libro è ricco di diverse forme e poesie come Moonbather (Bagnante di luna) e il titolo della poesia suggerisce che la Griffiths è una poetessa sorprendentemente originale. E anche giocosa. Griffiths ama creare dei “crunching up”, una collisione tra parole e idee, coniando nuovi termini che seguono la sua fantasia e accostando tra loro immagini estremamente distanti con legami insospettabili. Lei riferisce ad esempio in un’intervista: “Una volta stavo leggendo un articolo su Medicins sans frontieres e ho cominciato a ripetere nella mia mente il suono di queste parole, trasformandolo pian piano fino ad arrivare a mes saints sans…, a questo punto bisognava trovare un termine che conservasse una certa assonanza con frontieres e siccome per lavorare bevevo molto caffè ho pensato a cafetières. In questo modo, è nata la poesia Mes saints sans cafetières.

“Le poesie contengono un fragile e incredibile Diagramma di Venn tra il corpo e lo spirito” ha affermato Jane Commane, Press editor di Nine Arches, nel corso della presentazione on line del libro e mi piace concludere questa recensione con un paio di versi tratti da una delle ultime liriche nella raccolta, Biography, che racchiudono il percorso di un’anima sensibile che ci ha donato emozioni indescrivibili: “Il suo nome rappresenta lei che attraversa oceani […]. E il suo nome rappresenta lei che si è divisa”. Attraversare oceani, andare oltre… ma non arrendersi, questo è il messaggio positivo che ci lasciano i versi di The Attitudes.

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Gloriana Orlando ha insegnato per diversi anni “Materie Letterarie e Latino” nei licei di Catania, sua città natale, dove tuttora vive; adesso si dedica a tempo pieno alla scrittura, collaborando con alcune riviste culturali. Ha pubblicato una decina di romanzi, tra cui “Profumo di papaveri”, tradotto in rumeno, “Quizás quizás quizás. Un romanzo epistolare”, “Alienor, facebook ergo sum” sul mondo della comunicazione virtuale, “E noi sull’illusione...”, un giallo psicologico, “Il filo del tempo”, con cui ha vinto il Premio Internazionale Nino Martoglio, “Un inconfessabile segreto”. Numerosi racconti sono entrati a far parte di importanti antologie tra cui “Saluti a Dickens”, pubblicato in tre lingue, inglese, italiano e bulgaro dalla casa Editrice Scalino di Sofia. Tra i numerosi saggi pubblicati, “La ricerca di una via d’uscita dallo sgomento di vivere” ha partecipato al Premio Letterario Nazionale Sebastiano Addamo. Il saggio su De Roberto dal titolo “Dalla Beata Ximena a don Blasco. Figure di religiosi ne ‘I vicerè’ è stato inserito nel IV volume di un’antologia della critica dal titolo “Letteratura e Sacro”, edito da Bastogi Libri. Nel V volume della stessa antologia è stato inserito il saggio dal titolo “Italo Calvino: il ‘broglio metafisico’ di uno scrutatore”. Dallo spagnolo ha tradotto “Libro de los regresos” di Daniel Salguero Díaz, “Un regalo de Navidad rojo” di Reynold Pérez Vásquez.

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