Gordiano Lupi e Virgilio Piñera – Il ragazzo del Cobre. L’inferno e altri racconti brevi

0
805

Questo breve romanzo rappresenta la lotta quotidiana degli alagados e dei favelados di Salvador De Bahia, in Brasile, attraverso le vicende di una famiglia creola, i Duarte Gonzales, che vive in una palafitta sulle rive del fiume Cobre. Juanito coltiva il sogno di divenire un famoso giocatore di calcio mentre aiuta suo padre Ramon a sbarcare il lunario, vendendo merce di contrabbando. Isabel, sua madre, aspetta un fratellino e Anabel, una delle sue sorelle, si prostituisce per vivere; l’altra sorella, Maria, lo fa solo occasionalmente, per mangiare e vestirsi decentemente. Julio, il nonno materno, soffia sul fuoco dei sogni di Juanito sperando di alimentarne la realizzazione.
La quotidiana disperazione è rappresentata da Gordiano Lupi con efficaci pennellate che ne catturano l’essenza fin dalla prima pagina, immergendoci, da subito, nell’atmosfera del luogo e nelle esistenze provvisorie dei suoi abitanti. E ci fa sperare, insieme ai suoi protagonisti, in una liberazione dalla ferocia della miseria che passerà obbligatoriamente attraverso il calcio o attraverso la sua unica alternativa, l’espatrio: Se stiamo fermi su queste palafitte il futuro non potrà mai cambiare. Chi ti viene a cercare tra il mare e la miseria? Ma anche il riscatto ha un prezzo e, per quanto il sacrificio possa valere l’ingresso in una vita migliore, è sempre arduo pagarlo.

Avvalendosi di uno stile asciutto e privo di fronzoli, Lupi narra con grande maestria una vicenda che per troppi esseri umani è ordinaria amministrazione, e non lo fa con gli stucchevoli toni pietistici di troppa narrativa occidentale, ma con profondo amore per l’umanità dei protagonisti e con toni poetici che sanno renderci partecipi anche dell’esistenza degli ultimi.
Segue una breve scelta di racconti di Virgilio Piñera (1912-1979), autore cubano noto a livello mondiale ma ignorato in Italia e, soprattutto, a Cuba, dove venne messo al bando a causa della sua omosessualità, diventando uno dei troppi scrittori dissidenti. I dieci racconti presentati, scritti tra il 1945 e il 1976 e pubblicati tra il 1956 e il 1987, sono spaccati surreali sorprendenti nella loro immediatezza, con finali fulminanti di rara efficacia e intelligenza, prodotti della geniale commedia dell’assurdo che l’autore era solito mettere in scena. Segnalo in particolare il kafkiano L’interrogatorio e il fantascientifico L’altro io, due piccole gemme tra molti gioielli.
Un piccolo libro che non va ignorato, e che va custodito con amorevole attenzione nella propria biblioteca. Consigliato.

SHARE
Articolo precedenteAlberto Manguel – Novelle classiche
Articolo successivoPaolo Durando – Il ciclo di Surk. Mahalabrint
Heiko H. Caimi, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, Abrigliasciolta e altri. Ha insegnato presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse altre scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci. È tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento. Collabora con il notiziario "InPrimis" tenendo la rubrica "Pagine in un minuto" e con il blog della scrittrice Barbara Garlaschelli "Sdiario". Ha pubblicato il romanzo "I predestinati" (Prospero, 2019) e ha curato le antologie di racconti "Oltre il confine. Storie di migrazione" (Prospero, 2019) e "Anch'io. Storie di donne al limite" (Prospero, 2021).

Lascia un commento

Scrivi un commento
Per favore inserisci qui il tuo nome

inserisci CAPTCHA *