Haruki Murakami – Nel segno della pecora

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Una pubblicazione online mostra, in un inserto pubblicitario, una vecchia foto raffigurante un gregge: qualche tempo dopo, l’autore grafico del servizio viene contattato dall’uomo di fiducia di un anziano ideologo di estrema destra, noto con il titolo di Maestro. Dopo essersi visto affidare l’insolito incarico di rintracciare una delle pecore nella foto, il protagonista parte per l’Hokkaido in compagnia di una bizzarra ragazza che sembra dotata di poteri paranormali.

Nel segno della pecora è il primo romanzo di Haruki Murakami e, come accade spesso con un’opera prima, non è esente da difetti, ma rivela già il tipo di scrittore che l’autore aveva in mente di diventare. E affronta già le tematiche che saranno alla base della sua letteratura più riuscita: l’analisi del mondo attraverso le percezioni, i personaggi presentati attraverso la loro funzione e non attraverso il nome, le atmosfere surreali e quasi magiche, la forte componente introspettiva, la ricerca vista come essenza dell’esistenza. Manca però, al giovane scrittore, la capacità di amalgamarli in modo sapiente, facendo sì che siano parte integrante della storia e non accenni poco risolti in una trama che rischia più volte di deragliare verso l’assurdo.

Il romanzo merita comunque una lettura per il modo in cui l’autore affronta il problema della perdita di identità del Giappone, anche da parte della generazione cui Murakami appartiene. Nel descrivere la storia di un ideologo il cui destino è legato a quello di una pecora magica, sono evidenti una forte critica e una traboccante sfiducia nei confronti della politica e di coloro che detengono il potere, che lasciano morire il potenziale di un Paese: ciò si può cogliere nella malinconica descrizione della piccola cittadina decadente dell’Hokkaido in cui si svolge parte della storia; o, più apertamente, nella vicenda dell’anziano hainu che si lascia morire dopo la perdita del figlio in una guerra che non capisce e che non gli appartiene.

Una lettura non banale, ancorché imperfetta, che potrà interessare sia gli estimatori di Murakami che chi è alla ricerca di una lettura insolita.

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Valentina Leoni
Valentina Leoni è musicista e storica dell'arte, ha scritto e scrive recensioni e articoli riguardanti libri e fumetti per diversi siti. Attenta conoscitrice della cultura giapponese, ha fatto parte del comitato scientifico della mostra Dai Samurai a Mazinga Z (Casa dei Carraresi, Treviso ottobre 2014) ed è da anni collaboratrice di Radio Animati per la quale ha curato di recente la trasmissione Yatta: Luoghi Non Comuni sull'Animazione Giapponese.

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