Gaston Leroux – Il fantasma dell’Opera

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Christine, una giovane soprano al teatro dell’Opera di Parigi, riceve lezioni di canto da una voce misteriosa che si cela dietro un muro e che identifica con quell’Angelo della Musica di cui le narrava il padre, ormai morto da tempo. Intorno a Christine accadono fatti inquietanti e misteriosi, al punto da insospettire il Visconte Raoul de Chagny, da tempo innamorato di lei: intenzionato a svelare il mistero, il giovane scoprirà chi si cela dietro la splendida voce e l’elusiva identità dell’Angelo; dovrà poi impegnarsi in una sfida senza quartiere per conquistare il cuore dalla fanciulla, svelandole il segreto che ha scoperto.

Snobbato dalla critica ufficiale e dal mondo delle accademie nella stessa misura in cui è stato amato dai lettori di tutto il mondo attraverso un secolo, Il fantasma dell’Opera è un gioiellino narrativo in cui sono presenti tutti gli elementi in grado di incatenarci alle pagine: tragiche storie d’amore, fanciulle in pericolo, ambientazione misteriosa con qualche tocco esotico e un finale tesissimo che non può che richiamare gli espedienti narrativi del più classico cinema d’azione, di cui si rivela in qualche modo un precursore. Del resto, il cinema comprese subito le potenzialità drammatiche del mostro dalla voce meravigliosa e dell’orfanella sensibile e ingenua (che richiamano la popolare favola della Bella e la bestia), e ormai non si contano più le trasposizioni sia sul grande schermo che sul palcoscenico. Il romanzo rimane tuttavia superiore a tutti gli adattamenti, anche perché nel libro il vero protagonista non è tanto il povero sventurato Erik o l’ingenua Christine, quanto il Teatro dell’Opera, descritto in ogni più piccolo particolare, rivelando, da parte dell’autore, la passione di un vero melomane che va oltre la necessità di documentarsi.

Lettura consigliata anche in lingua originale, per poter apprezzare lo stile e il lessico di un grande scrittore, in grado ancora oggi di suscitare l’entusiasmo in lettori di ogni età.

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Valentina Leoni
Valentina Leoni è musicista e storica dell'arte, ha scritto e scrive recensioni e articoli riguardanti libri e fumetti per diversi siti. Attenta conoscitrice della cultura giapponese, ha fatto parte del comitato scientifico della mostra Dai Samurai a Mazinga Z (Casa dei Carraresi, Treviso ottobre 2014) ed è da anni collaboratrice di Radio Animati per la quale ha curato di recente la trasmissione Yatta: Luoghi Non Comuni sull'Animazione Giapponese.

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