Erri De Luca – In alto a sinistra

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Sono dodici le storie che compongono questa raccolta di De Luca, tutte talmente coinvolgenti che è facile ritrovarsi all’ultima pagina senza rendersene conto. Accade infatti di provare il piacere di girare pagina per riportare lo sguardo in alto a sinistra, là dove le storie proseguono. E, anche quando una finisce, è altrettanto ameno voltare il foglio alla svelta per scoprire la successiva e ripartire. Un titolo quindi che è un omaggio alla bellezza dei libri e al piacere della lettura, ma non solo; perché “in alto a sinistra”, se diamo le spalle al nord, è anche la posizione da cui il sole spunta, sorgendo.

Alcuni di questi racconti sono autobiografici, e ci narrano, per esempio, di un liceo a Napoli a metà degli anni Sessanta e di un professore che, da insegnante di una materia, diventa anche maestro di vita; oppure di un cantiere in Francia e di una fossa che somiglia a una tomba, pronta a seppellire un giovane pieno di rabbia; o ancora di un amore vissuto in fretta, di sfuggita, che dura il tempo di un anno. Altre invece, narrate comunque in prima persona, sono evidenze di fantasia.

De Luca è un artigiano delle parole che soppesa con cura ogni segno per renderlo parte di un disegno armonico, in cui nulla è lasciato al caso; proprio per questo leggerlo richiede attenzione e dedizione: la sua prosa non è scorrevole, anzi, reclama impegno; ma la sincerità, il lirismo e l’intensità di cui è intrisa sono cifre di una scrittura che trascina dentro le pagine, emozionando. È questo che ci aspettiamo da lui: che ci colpisca a fondo con frasi asciutte e brevi, dense di vita, capaci di suscitare il vero piacere della lettura, che non è mai superficiale e frettoloso. E come sempre non ci stanchiamo di assaporare il gusto schietto e malinconico che hanno le sue parole, un sapore che si condensa tutto lì, dove abbiamo imparato: in alto a sinistra.

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