Emmanuel Carrère – La settimana bianca

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I giorni successivi al 9 gennaio 1993 Emmanuel Carrère legge una notizia sconvolgente: un uomo (stimato ricercatore medico e padre di famiglia) ha ucciso moglie, figli e genitori. Si scoprirà in seguito, durante le indagini, che l’assassino Jean-Claude Romand non era chi diceva di essere e che tutta la sua vita era costruita attorno alla menzogna. Lo scrittore rimane affascinato dalla storia di questo uomo comune che arriva a compiere un gesto di inaudita violenza. Attraverso uno scambio epistolare con Romand, i processi e le indagini, ricostruisce nel libro L’Avversario la vicenda di cronaca nera. Nei sette anni di lavorazione all’opera (pubblicata nel 2000), l’autore scrive anche un breve romanzo: La settimana bianca.

Sembra fuorviante il riferimento a uno dei più famosi libri dello scrittore francese, tuttavia L’Avversario e La settimana bianca sono strettamente connessi: non solo perché il secondo viene esplicitamente citato nel primo, ma poiché entrambe le opere indagano la fascinazione morbosa per l’orrore, raccontando i disturbi interiori. I due testi, presi insieme, rappresentano le due anime dell’autore: la narrativa e le “opere-verità” (romanzi-verità, biografie, reportage). Se L’Avversario ricostruisce un fatto reale, La settimana bianca è un racconto di finzione, un’invenzione letteraria cupissima nata sotto l’influenza della terribile vicenda di Romand.

La storia è quella di Nicolas, un bambino fragile e solitario che trascorre una settimana in montagna con i suoi compagni di scuola. La gita, però, si trasforma a poco a poco in un vero e proprio incubo, e le macabre fantasie del piccolo protagonista iniziano a prendere vita: vicino allo chalet dove alloggiano i ragazzi è stato commesso un omicidio. Sullo sfondo di un paesaggio innevato, Carrère scrive un noir ad altezza bambino: il libro, breve ma densissimo, racchiude in meno di 150 pagine i timori, le frustrazioni e il disagio di un ragazzino che si appresta a diventare adulto. L’autore entra nella testa di Nicolas così che la realtà rappresentata venga plasmata dalle sue paure più profonde, dai suoi pensieri più macabri.

La settimana bianca mostra tutta l’abilità di scrittura di Carrère: la narrazione, tesissima dalla prima all’ultima riga, trascina il lettore in un vortice inquietante fino al colpo di scena finale. Brillantemente disturbante.


Qui la recensione di L’avversario.

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Giulia Bona
Classe 1994, nata e cresciuta tra le colline dell’Oltrepò pavese, da sempre scrive, legge e guarda film. Dopo il liceo decide di seguire i suoi sogni: si laurea in Lettere moderne e in seguito studia Cinema allo IULM di Milano. Spettatrice onnivora, si nutre di ogni genere e crede con tutto il cuore nel potere della fantasia. Tra immagini in movimento e svolazzanti pagine di carta, vive perennemente tra le nuvole. Non riesce mai a rispondere alla domanda “qual è il tuo regista preferito?”.

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