Elizabeth Gaskell – Nord e Sud

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Un punto d’incontro e una sintesi fra opposti non sono possibili sotto il segno della ragione o dell’interesse, ma del cuore. E nelle ragioni del cuore maestra è la donna.

Nord e Sud sono due polarità non solo geografiche: rappresentano due modi di vivere radicalmente diversi. Nel diciannovesimo secolo il sud dell’Inghilterra è una regione ancora legata alle tradizioni e alla proprietà agraria, estranea allo sviluppo industriale e alla lotta di classe; da lì si muove la protagonista, Margareth Hale, accompagnando il padre, ministro di culto in crisi di coscienza e con assai scarso senso pratico, per giungere nel nord dove i cieli sono grigi per il fumo delle fabbriche e vige la massima “homo homini lupus”. Nel nord, a Milton, la protagonista impara a conoscere una realtà che la affascina e la respinge, dove riuscirà, a dispetto di tutto, a trovare un proprio posto.

Non nella nostalgia dei bei tempi andati sta la vita, né nella frivolezza di Londra, ma nel “qui e ora” fatto di industriali non sempre corretti e lungimiranti (ma alle volte sì, come l’antagonista-innamorato John Thornton), spesso rozzi e arraffoni, alla ricerca del profitto a tutti i costi, e di operai alla ricerca di un maggior benessere, non sempre uniti nella lotta, non sempre realisti nelle rivendicazioni, spesso incapaci di azioni realmente costruttive; forse perché è impossibile un’azione costruttiva quando si è minacciati dalla concorrenza di chi vende il proprio lavoro per un tozzo di pane.

All’interno di questo contesto si sviluppa una trama in tutto e per tutto alla maniera di Jane Austen: fanciulle da marito, equivoci, corteggiatori respinti; una trama dove l’amore, prima rifiutato, viene accettato, dopo la dovuta catarsi.

La Gaskell scrive alla metà del diciannovesimo secolo, ma i suoi temi sono quanto mai attuali; immediato è il rimando ai problemi dell’economia globalizzata. Non ci sono ricette, né soluzioni, tutto è tragicamente imperfetto: solo la partecipazione umana, la rettitudine, la cultura e l’amore possono portare frutti duraturi.

Il lieto fine arriva dopo molto dolore. Lo humor c’è, ma è temperato da un severo senso del reale. La lettura è meno di evasione rispetto a quella che ci regala la Austen, ma lo stile, il fascino, il realismo dei caratteri non sono certo da meno. La Gaskell è un’autrice decisamente da conoscere: cinquecento pagine scorrono via senza mai annoiare.

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Giorgia Boragini
Giorgia Boragini è nata a Bologna qualche decennio fa. Vive e lavora in quel di Brescia. Laureata in Giurisprudenza per necessità, accanita lettrice per passione, ama osservare il mondo per trarne talvolta qualche storia. Frequenta con impegno discontinuo laboratori di scrittura creativa. Il suo primo romanzo, "Il copione del delitto" (Liberedizioni, 2013), si è aggiudicato, da inedito, il secondo posto al concorso Manerba in Giallo, edizione 2011. Nel 2017 è stata pubblicata la sua raccolta di racconti "Tipi da Bar" (Prospero Editore). Con "Mai rovinare il pranzo di Ferragosto!" (Liberedizioni, 2019) è tornata a cimentarsi con il genere giallo.

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