Ada Gobetti – Diario partigiano

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Moglie di Piero Gobetti, giornalista e politico morto giovanissimo dopo un’aggressione fascista nel 1926, Ada Prospero scrive una delle pietre miliari della letteratura della Resistenza: Diario partigiano. Non un romanzo, ma una vera ricostruzione dei fatti che la donna annota su un quaderno, in un inglese criptico, fino al 1945.

Il diario prende avvio dopo la drammatica giornata del 10 Settembre 1943, quando Torino viene occupata dai tedeschi. Gli alleati sono ora diventati i nemici e Ada, insieme al figlio appena diciottenne Paolo, aiuta a far sorgere il movimento partigiano e contribuisce alla nascita del Partito d’Azione.

IN queste pagine vengono minuziosamente descritte la vita di quegli anni, le difficoltà incontrate per la fame, la paura di essere catturati e dei bombardamenti, la necessità di rivestire e curare i soldati in fuga, di portare viveri e indumenti, di curarsi della stampa clandestina: la  quotidianità della Resistenza, fatta di incertezze ma anche di voglia di azione, che si contrappone alla rassegnata stanchezza del popolo italiano, come scrive Ada nelle prime pagine.

Ciò che sopratutto emerge con forza sono  il coraggio di chi ha partecipato a questa lotta e la potenza delle loro convinzioni, che volevano un’Italia libera dal giogo nazista e fascista. Senza tralasciare mai l’umanità: la Gobetti ha uno sguardo onesto, e riconosce comunque nel nemico un uomo e nel compagno di lotta un amico.

È questo sguardo cristallino che rende l’opera importante; dentro c’è tutto: dalle sue preoccupazioni come madre al coraggio che dimostra in azione, dal dolore alla scoperta della propria fragilità. Ma sopratutto c’è la voglia di creare qualcosa di nuovo, una speranza per il futuro. Verso le ultime pagine si affaccia infatti un altro problema: la necessità di mantenere la nuova libertà. Perché non esistono conquiste definitive, e in effetti, anche nel dopoguerra, Ada non lascia la politica e sarà una delle prime donne a ricoprire una carica pubblica.

Per la prima volta in un libro viene descritto l’impegno delle donne della Resistenza, che siano state soldati o staffette. Donne il cui valore ha lasciato un segno indelebile, forse per troppo tempo  rimaste in ombra e che è invece indispensabile ricordare.