Bruno Scapini – Artsakh

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Arthur è il giovane rampollo di una ricca famiglia armena trasferitasi a Pittsburgh, dove vive circondato dagli agi e incurante delle difficoltà che affliggono il suo Paese d’origine. Improvvisamente, la sua famiglia vive una tragedia straziante: la sorella del padre viene brutalmente uccisa da soldati azeri, nel mezzo di un’incursione in Karabagh (per gli armeni Artsakh), una terra contesa tra l’Armenia e l’Azerbaijan da diversi anni. Con il cuore spezzato, il padre racconta al figlio la storia della propria famiglia e, commosso, gli chiede di intraprendere un viaggio nella terra d’origine per recuperare la salma della zia e offrire supporto ai restanti membri della famiglia.
Una volta giunto in Armenia, Arthur procederà alla scoperta del suo Paese in un pellegrinaggio verso i principali luoghi di interesse e di rilievo culturale. Ottiene con facilità una serie di colloqui con i più alti generali dell’esercito armeno, e dopo qualche giorno viene a conoscenza di un piano top-secret ideato dai vertici del governo per assassinare un soldato azero colpevole di aver ucciso atrocemente un militare armeno alcuni anni prima. Questa parte della storia è ispirata a fatti realmente accaduti, ovvero l’omicidio di Gurgen Margaryan per mano di Ramil Safarov avvenuto a Budapest nel 2004. Il crimine rimase tristemente impunito: il sottotenente azero ottenne l’estradizione e ricevette la grazia da parte del presidente dell’Azerbaijan, scatenando diverse reazioni a livello internazionale.
Arthur si offre di partecipare alla missione, e ottiene il consenso da parte del ministro della difesa e del generale in carica. Inizia così la trasferta verso Baku, dove, con una narrazione incalzante veniamo coinvolti in un’operazione militare altamente complicata.

Le sequenze descrittive di questo romanzo sono senza ombra di dubbio efficaci, e l’autore impiega un lessico a tratti aulico per fornire descrizioni affascinanti dei paesaggi, e riesce a trasmetterci i valori della cultura armena, rendendoci partecipi della sua storia e delle sur tradizioni.
Nonostante alcuni elementi di inverosimiglianza (Arthur è appena arrivato in Armenia ed è privo di una formazione militare, per cui il suo coivolgimento nell’operazione top-secret può risultare pretestuoso), dialoghi a tratti artificiosi, qualche prolissità di troppo e personaggi tagliati con l’accetta, il romanzo ha il merito di renderci edotti rispetto a una situazione e a una storia di cui noi lettori occidentali siamo perlopiù ignari, come spesso accade con ciò che accade in realtà diverse dalla nostra, contribuendo così a sensibilizzarci su una questione così delicata. Inoltre è molto interessante la spiegazione con cui Bruno Scapini ci illustra le dinamiche internazionali e diplomatiche tra i vari Paesi in merito alla situazione dell’Armenia. Infatti al termine della lettura comprendiamo approfonditamente la complessa situazione odierna e le cause che si nascondono dietro le decisioni prese da potenze come la Russia e gli Stati Uniti, propense solo a proteggere i propri interessi.

Nel complesso un romanzo dai contenuti rilevanti e con un grande potenziale, purtroppo non sfruttato pienamente; tuttavia ci rende più consapevoli e informati su questioni che potrebbero passare tragicamente inosservate e di cui tutti, invece, dovremmo seriamente preoccuparci.

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