Beppe Fenoglio – Una questione privata

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Amore e guerra: due parole che sembrano escludersi. Eppure, mai come in questo libro riescono a convivere tanto armoniosamente.

Beppe Fenoglio, uno dei più famosi scrittori partigiani, dopo aver raggiunto il successo con I ventitré giorni della città di Alba, si lancia in questa impresa che mira alla coerenza del racconto piuttosto che alla memorialistica.

La trama può apparire molto semplice.

Milton è un partigiano nelle langhe, sezione badogliana. Il romanzo inizia con la sua bocca aperta e le braccia abbandonate lungo i fianchi, mentre osserva la villa dove fino a poco tempo prima la donna che ama, Fulvia, lo ascoltava parlare d’amore attraverso le traduzioni dei testi di canzoni inglesi. Il dio dell’inglese, lo chiamava. Ma Fulvia è tornata a Torino, e di lei il giovane Milton non sa più nulla.

È la governante, incontrata nella villa, a informarlo e trafiggerlo da parte a parte con il racconto dell’amore clandestino di Fulvia e Giorgio, suo compagno partigiano e amico d’infanzia. Da questo momento in poi l’unico pensiero del giovane sarà quello di conoscere da Giorgio la verità, parola ricorrente nel libro, ma verrà a sapere che  il compagno è stato catturato dai fascisti.

Una questione privata è un romanzo di ricerca, in un certo senso. La verità, come fine personale, d’amore, si intreccia però magistralmente con  il fine partigiano, quello di guerra. Milton lotta, infatti, e rischia la propria vita per salvare un compagno dalla fucilazione certa, tentando uno scambio; ma l’unico motivo per cui lo vuole tenere in vita è sapere del tradimento con Fulvia.

I due fini si confondono in una danza che è fatta di nebbia, fango e fatica. Splendide sono le descrizioni paesaggistiche delle Langhe, uno scenario che appare immobile, nebbioso e opprimente, in perfetta sintonia con l’animo di Milton.

C’è molto odio sparso tra le pagine: odio per la guerra, per la fame, per la morte. Colpisce dritto al cuore il penultimo capitolo, quasi un racconto a sé, dove Fenoglio abbandona Milton e ci trasferisce a osservare l’esecuzione di due giovanissimi ragazzi, Riccio e Bellini, catturati e fucilati dai fascisti.

Un episodio introdotto forse un po’ a forza, ma che ha la funzione di ricordarci che, oltre al Fenoglio scrittore, c’è stato -e c’è – un Fenoglio partigiano, che non potrà mai accettare la tragedia dell’estrema brutalità che ha percorso la Resistenza.

Una questione privata è semplicemente un piccolo capolavoro, dove nulla sembra lasciato al caso e dove è forte il tema delle conseguenze delle proprie azioni, nel bene e nel male. Dove la Resistenza offre un terreno per far sì che l’uomo sia rappresentato attraverso di essa in tutta la propria interezza.