Art Spiegelman – L’ombra delle torri

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Art Spiegelman non è un autore prolifico. Perché si senta stimolato a produrre, l’evento ispiratore deve evidentemente essere traumatico. E l’abbattimento delle due torri del WTC lo è stato. Lui era lì. Con sua moglie. Con una figlia da andare a prendere a scuola. E le torri che bruciavano. Le persone che si gettavano nel vuoto (ma l’ha visto o gliel’hanno detto? che cosa ha visto? che cosa gli hanno riferito? e che cosa ha vissuto? Perché si vive anche ciò che non ci abbatte direttamente, fisicamente). E con i dubbi. Gli atroci dubbi. Soprattutto con la politica di George W. Bush dopo la tragedia.

L’ombra delle torri si staglia, nero su nero, sulla copertina di questo volume di grande formato. Sul retro, ombre nere su nere, quelle dei personaggi di questo fumetto, anzi, graphic novel, che si rifà, per formato e impostazione, agli albori dei comics, quando erano pubblicati sui quotidiani di Pulitzer e Hearst (cui l’autore dedica una lunga postfazione, seguita da alcune straordinarie tavole recuperate di Richrd Outcaults, Rudolph Dirks, Frederick Burr Opper, Lyonel Feininger, Gustave Verbeck, Winsor Mccay, George McManus, George Herriman). E proprio a loro, al loro stile, perfino ai loro personaggi si rifà Art Spiegelman: anche al loro formato, quello della pagina di quotidiano, giacché la prima edizione compare proprio su alcuni giornali, europei.
L’autore newyorkese mischia le tecniche più svariate per darci un ritratto fulgido non solo del dramma, ma anche delle incertezze, delle sfumature, dei punti di vista. Piega il disegno e l’illustrazione alle esigenze narrative (e riflessive), creando un’opera distantissima eppure vicinissima al suo capolavoro, Maus: per l’intensità, per la qualità dei contenuti, per la narrazione non lineare né, volutamente, esaustiva.

Realizzato tra il 2001 e il 2004, questo volume è non solo una testimonianza storica e personale, ma anche un’opera d’arte. Peccato non se ne sia accorto chi ne contesta il prezzo, le dimensioni “eccessive”, lo scarso numero di pagine (ma che pagine!) scambiando la confezione per il contenuto.

Un libro straordinario, che apre la mente, che costringe a riflettere e… a ricordare.

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Heiko H. Caimi, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, Abrigliasciolta e altri. Ha insegnato presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse altre scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci. È tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento. Collabora con il notiziario "InPrimis" tenendo la rubrica "Pagine in un minuto" e con il blog della scrittrice Barbara Garlaschelli "Sdiario". Ha pubblicato il romanzo "I predestinati" (Prospero, 2019) e ha curato le antologie di racconti "Oltre il confine. Storie di migrazione" (Prospero, 2019) e "Anch'io. Storie di donne al limite" (Prospero, 2021).

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