Antonia S. Byatt – Possessione

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Due accademici inglesi impegnati in una ricerca portano alla luce un carteggio tra due intellettuali di epoca vittoriana: l’eminente poeta Randolph Henry Ash e la scrittrice Christabel LaMotte. Attraverso l’analisi delle opere dei due scrittori, i professori cercano di scoprire quale fosse il rapporto che sembrava legare i due e finiscono per trovarsi coinvolti in una vera e propria caccia al tesoro, portata avanti tra archivi, biblioteche, collezioni private e perfino un cimitero.

Possessione è un ottimo esempio di metaromanzo, poiché la trama principale è strettamente legata alla vicenda parallela che vede protagonisti i due poeti, i quali finiranno per innamorarsi ma saranno costretti a sacrificare questo sentimento alle convenzioni dell’epoca.
Una lettura estremamente originale, ma non facile: l’autrice, per calarci nel clima rarefatto dell’ambiente intellettuale, usa a profusione digressioni scientifiche, citazioni di versi, di personaggi a volte reali e a volte fittizi, allungando e dilatando i ritmi di lettura in modo esagerato, al punto da rischiare che scambiamo questa profusione per uno sfoggio di erudizione.

Addentrandosi nella trama, il libro non appare più un romanzo sull’epoca vittoriana, ma diventa tout-court un romanzo vittoriano, con i suoi ritmi, i suoi colori e i suoi pudori, dove il non detto dev’essere desunto dalle innumerevoli allusioni e citazioni colte, nel tentativo di descrivere l’incontro tra due spiriti affini ma che vivono su due mondi diversi: tentativo molto moderno, raccontato descrivendo il coinvolgimento emotivo che sempre più appassiona gli altri due protagonisti, i due studiosi, per i quali svelare l’arcano diventa non solo mira accademica ma anche bisogno essenziale.
Un romanzo così complesso si presta a numerose chiavi di lettura, da quella erudita, poiché la bravura nell’utilizzo a fini narrativi di un simile bagaglio culturale è davvero impressionante, a quella introspettiva, per l’acutezza dell’autrice nel penetrare e rendere credibili personaggi tanto distanti, soprattutto per l’ambiente in cui essi si muovono.

Possessione non è una lettura per tutti: richiede buona volontà, soprattutto perché all’inizio è spiazzante, ma perseverando ne saremo appagati.

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