Andrea G. Pinketts – Lazzaro, vieni fuori

La quarta di copertina, emblematica dello stile dell’autore, dà un’idea precisa dell’opera che ci accingiamo a leggere: Anche Andrea G. Pinketts è stato piccolo, Lazzaro no. Era già grande alla sua prima avventura che è una fiaba d’azione. Dove il Bene e il Male si scontrano con il “bene o male” e ne escono sconfitti. Quando i cani latrano e i maiali abbaiano, quando i nani e i giganti si incontrano nello stesso piccolo paese, allora è il caso che Lazzaro Sant’Andrea intervenga.

Lazzaro Santandrea, protagonista della vicenda, esordisce in questo romanzo (come il suo autore, ritratto da piccolo in copertina). È ancora giovane e, in pieno inverno, se ne torna alla Samarcanda delle estati adolescenziali: Bellamonte, in Trentino, dove ha trascorso tante volte le vacanze scolastiche. Non sa se accettare un lavoro sicuro a Milano, la sua città, e vorrebbe fare ordine nella propria mente. Ma, per una serie di coincidenze, si trova a indagare sulla scomparsa di alcuni bambini fra pedofili e cinefili, fra Swift e Swing, trasformandosi nell’investigatore che in futuro sarà protagonista di numerose altre avventure.

Un giallo atipico e strampalato, piuttosto noir, narrato con ironia da un autore che, piaccia o non piaccia, è davvero unico nel suo genere. Luoghi comuni e battute a raffica riescono a tenere a distanza la banalità, grazie all’abilità da giocoliere con cui Pinketts riesce a giostrare le parole, con consapevolezza beffarda e disincantata e uno sguardo lucido eppure divertente. Racconta una tragedia, ma la sa rendere irresistibile trasformandola in una fiaba d’azione e, tra l’altro, esplora la sottile linea che separa l’adolescenza dall’età adulta: tra un gioco di parole e un doppio senso, condotti grazie a un uno sapientissimo della lingua, riesce a creare un climax linguistico che conduce dritti, volando lungo le pagine tra battute al vetriolo e un’invincibile amarezza di fondo, a un finale imprevedibile. Un romanzo singolare, irripetibile come la fase della vita che racconta. Una pietra miliare della narrativa italiana di genere.

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