Racconto in forma di diario, Memorie di un pazzo narra la tragicomica vicenda di Aksentij Ivanović Popriščin, un funzionario di basso livello in un ministero di Pietroburgo nell’Ottocento. La sua ambizione di salire di grado e sposare Sophie, la figlia del direttore, provoca e alimenta la sua crescente follia.
Gogol’ descrive con disarmante realismo e con irresistibile umorismo la mente tormentata del protagonista, le allucinazioni uditive e il divario tra la sua realtà e quella altrui.
Lettura spassosissima, rappresenta in maniera grottesca e surreale la mente del protagonista, che, tra deliri e allucinazioni, a un certo punto si convince addirittura di essere il Re di Spagna e non capisce la strana usanza spagnola di rapare a zero il capo dei sovrani. Non manca, come di consueto in Gogol’, la satira spietata della burocrazia e della società impomatata dell’epoca, indubbiamente corresponsabile della follia di Popriščin, figlia di un sistema che degrada l’individuo fino a farlo smarrire tra imposizioni e regolamenti.
Il finale dolceamaro, delicatissimo, ci mostra l’implosione psichica del protagonista, fatta di solitudine e disperazione: l’umorismo si mescola alla compassione, creando un impatto emotivo potente.
Un racconto di grande impatto, che sarà molto difficile togliersi dalla mente.





















