Alan Bennett, con il romanzo breve Nudi e crudi, s’insinua nell’ordinaria quotidianità di una coppia borghese senza figli, Mr. e Mrs. Ransome, scuotendola con un evento straordinario: quando tornano a casa dopo una serata all’Opera, trovano la loro dimora completamente svuotata. Non si tratta di un semplice furto: i ladri hanno portato via tutto, dai mobili al cibo, dalla moquette al sapone. La loro quotidianità è stata sradicata, e questo evento li lascia smarriti, sbigottiti. Ma proprio così, “nudi e crudi”, senza agi materiali, fanno emergere le loro vere nature.
La signora Ransome, nel riorganizzare la casa, scopre nuove prospettive. Si avvicina al piccolo negozio indiano che prima snobbava e si lascia coinvolgere dai talk show televisivi. La sua vita si apre a nuove possibilità, e la consapevolezza del superfluo la spinge a vivere più pienamente, per quello che può. Dall’altra parte, il signor Ransome, ottuso e pedante, fatica a staccarsi dalle convenzioni borghesi. Il furto lo costringe ad ammettere abitudini e peccatucci che gli procurano vergogna.
Attraverso una storia surreale ed esilarante, l’autore ci invita a riflettere sui limiti della società borghese e sulla necessità di guardare oltre le convenzioni. Sebbene la spiegazione finale possa lasciare qualche perplessità, il libro offre spunti interessanti e una buona dose d’ironia tipicamente british. Non un libro memorabile, ma una gradevole lettura da salotto. Borghese.





















