Mia

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Mia arriva tre anni dopo il riuscito Villetta con ospiti e conferma la bravura di Ivano De Matteo come sceneggiatore e regista: un autore che scrive una storia solo quando ha qualcosa da dire. Mia è il racconto di una famiglia semplice che vive a Roma, un padre e una madre che pensano solo al futuro della figlia quindicenne, studentessa al liceo classico, giocatrice di volley, molto amica di Anna, che ha i suoi stessi interessi. Un giorno nella vita di Mia entra Marco, un ragazzo violento e manipolatore che prima la allontana dagli amici, quindi la convince a perdere la verginità con lui, proprio nel giorno del suo compleanno. Il peggio deve ancora venire quando Marco, per vendetta e per avere Mia tutta per sé, decide di pubblicare su Internet le scene del rapporto sessuale. Mi fermo con la trama per non anticipare il contenuto della parte finale e non svelare scelte e vicissitudini che cambiano la vita della famiglia.

Mia è un film realistico e senza speranza, un dramma ispirato al quotidiano, ai molti episodi di cronaca basati su identico tema, scritto da Edoardo Leo e sceneggiato dal regista senza sbavature. Buona la fotografia di una Roma cupa e notturna, montaggio consequenziale dello stesso regista, che racconta molto bene il mondo adolescenziale e la vita delle ragazzine quindicenni: delinea con precisione le personalità degli adulti e dei ragazzi, costruendo un melodramma a tinte fosche, tra rapporti familiari e amicali, scelte sbagliate e decisioni dettate dall’emotività.

Edoardo Leo si cala in uno dei ruoli più riusciti della sua carriera, un padre sconvolto e innamorato della figlia, un uomo toccato negli affetti più grandi. Milena Mancini è una madre coraggio intensa e partecipe, molto credibile nella metabolizzazione del dolore. Bravissima la debuttante Greta Gasbarri, due occhi profondi e uno sguardo intenso, una recitazione che va oltre le parole, che si esalta nei silenzi e fa capire tutte le sue paure adolescenziali.
De Matteo sceneggia insieme alla compagna Valentina Ferlan, mette in primo piano una famiglia colpita, mai distante o assente ma sempre vicina a una figlia che si sta perdendo, fino ai diversi modi di gestire lo sconforto e il dolore.  Un film che vive di momenti comici e di intenso melodramma, commovente al punto di far venire alla memoria i migliori lacrima movie degli anni Settanta. Girato a Roma, con il contributo della Regione Lazio, è uno di quei film che fanno bene al cinema italiano.


Regia: Ivano De Matteo. Soggetto: Edoardo Leo. Sceneggiatura: Ivano De Matteo, Valentina Ferlan. Fotografia: Giuseppe Maio. Montaggio: Giuliana Sarli. Musiche: Stefano Lentini. Scenografia: Antonio Farina. Costumi: Rossella Aprea. Case di Produzione: Lotus Production, Rai Cinema. Distribuzione: 01 Distribution. Lingua Originale: Italiano. Paese di Produzione: Italia, 2023. Durata: 108’. Genere: Drammatico. Interpreti: Edoardo Leo (Sergio), Greta Gasbarri (Mia), Milena Mnacini (Valeria), Riccardo Mandolini (Marco), Alessia Manicastri (Anna), Giorgia Faraoni (Veronica), Samuel Christian Franzese (Nico), Giorgio Montanini (Piero), Melinda De Matteo (Valentina), Vinicio Marchioni (il Padre di Marco).
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Gordiano Lupi (Piombino, 1960), Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio, ha collaborato per sette anni con La Stampa di Torino. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz e ha pubblicato numerosissimi volumi su Cuba, sul cinema e su svariati altri argomenti. Ha tradotto Zoé Valdés, Cabrera Infante, Virgilio Piñera e Felix Luis Viera. Qui la lista completa: www.infol.it/lupi. Ha preso parte ad alcune trasmissioni TV come "Cominciamo bene le storie di Corrado Augias", "Uno Mattina" di Luca Giurato, "Odeon TV" (trasmissione sui serial killer italiani), "La Commedia all’italiana" su Rete Quattro, "Speciale TG1" di Monica Maggioni (tema Cuba), "Dove TV" a tema Cuba. È stato ospite di alcune trasmissioni radiofoniche in Italia e Svizzera per i suoi libri e per commenti sulla cultura cubana. Molto attivo nella saggistica cinematografica, ha scritto saggi (tra gli altri) su Fellini, Avati, Joe D’Amato, Lenzi, Brass, Cozzi, Deodato, Di Leo, Mattei, Gloria Guida, Storia del cinema horror italiano e della commedia sexy. Tre volte presentato al Premio Strega per la narrativa: "Calcio e Acciaio - Dimenticare Piombino" (Acar, 2014), anche Premio Giovanni Bovio (Trani, 2017), "Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano" (Historica, 2016), "Sogni e Altiforni – Piombino Trani senza ritorno" (Acar, 2019).

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