Hostiles – Ostili

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Scott Cooper – attore, sceneggiatore, regista e produttore statunitense – non ha girato molte pellicole, ma ognuna ha la sua ragion d’essere, non soltanto commerciale: opere come Crazy Heart, Il fuoco della vendetta, Black Mass e (in tempi recenti) la biografia di Springsteen sono opere che meritano il favore popolare e critico. Hostiles (Ostili) non sfugge alla regola: possiamo definirla una pellicola drammatica in salsa western, a tratti persino thriller d’autore condito da diverse sequenze esplicite, truci e crudeli al punto giusto.

L’incipit è terribile: quando un gruppo di indiani assalta una fattoria, uccide il capo famiglia, due ragazzine e persino un neonato in braccio alla madre. Si salva solo la donna. Un preambolo che serve sia a creare il giusto climax, sia a collegare un drappello di soldati – guidato dal capitano Joseph Blocker (il bravo Christian Bale) – al destino della donna (Rosalie Quaid, interpretata da Rosamund Pike). Il film narra la missione della quale il capitano è investito dal colonnello niente meno che su ordine del Presidente: scortare sino alla terra natia (nel Montana, dove ha chiesto di andare a morire) un capo indiano gravemente ammalato (Falco Giallo / Wes Studi) e la sua famiglia.

Un film western on the road, che parte dal New Mexico e raggiunge il Montana, dai tempi compassati (127’ ben orchestrati da Tom Cross), ricco di dialoghi e con un buon approfondimento psicologico dei personaggi, capace di smentire chiunque insista a dire che è inutile continuare a girare cinema western. Le storie di frontiera sono invece un pozzo di avventure e di racconti epici, ma anche un coacervo di episodi drammatici che hanno segnato la vita delle persone.

Il regista – anche sceneggiatore, da un soggetto di Donald E. Stewart – è così bravo da far cambiare (senza particolari sussulti) l’atteggiamento del rude capitano nei confronti del capo indiano (e viceversa), passando dalla diffidenza al rispetto reciproco. Sottotraccia la denuncia di tutto il male che è stato arrecato dai nordamericani ai nativi, contenuta nel personaggio del sergente suicida Charles Wills (Ben Foster), ma anche in quello del capitano, che al termine della storia si schiera dalla parte degli indiani.

Rosamund Pike è bravissima a interpretare una madre che si vede sterminare la famiglia, che in seguito è violentata da tre cacciatori di pellami e quindi ha il coraggio di adottare un piccolo indiano rimasto orfano e di innamorarsi ancora. “Bisogna avere molta forza per continuare a vivere”, aveva sentenziato il capo indiano. Rosalie dimostra di averne e di saper guardare avanti, lasciandosi i lutti alle spalle, senza dimenticare. Molto bravo Christian Bale nei panni di un soldato distrutto dalla guerra, che ha dovuto uccidere e ha imparato a odiare, oltre a veder morire molti amici, ben consapevole che i lutti ci sono stati da entrambe le parti. Molto ben scritto il rapporto con Falco Giallo (bene anche Wes Studi) che cambia sequenza dopo sequenza per finire in una sorta di affetto e reciproca comprensione. Thimothée Chalamet (giovanissimo) veste i panni di un giovane soldato di origine francese che viene fatto fuori in uno dei primi attacchi indiani. Poche battute per lui, ma è il suo anno decisivo, perché il successo arriva grazie a Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino. 

Ottima la scelta di lasciare la lingua dei nativi sottotitolata nel corso dei dialoghi tra il capitano e Falco Giallo, mentre la parte recitata in inglese viene doppiata. Fotografia stupenda del bravo Masanobu Takayanagi, che immortala panorami nordamericani (di volta in volta diversi), passando dal New Mexico al Montana, tra foreste e pianure, fino alla vallata tra le montagne. Max Richter compone una colonna sonora cupa e angosciante come il tono del film, che oscilla dal drammatico alla pura tensione. Riprese in gran parte realizzate nella zona di Santa Fe. Presentato al Toronto Film Festival, al Telluride Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma. Un ottimo lavoro, ispirato ai classici, sceneggiato a dovere, interpretato da grandi professionisti. Da recuperare su Rai Play.


Regia: Scott Cooper. Soggetto: Donald E. Stewart. Sceneggiatura: Scott Cooper. Fotografia: Masanobu Takayanagi. Montaggio: Tom Cross. Effetti Speciali: David Greene, Jake Braver. Scenografia: Donald Graham Burt, Elliott Glick, Edward McLoughlin. Costumi: Jenny Eagan. Trucco: Jane Galli. Musiche: Max Richter. Produttori: Scott Cooper, Ken Kao, John Lesher. Case di Produzione: Entertainment Studios Motion Pictures, Waypoint Entertainment, Le Grisbi Productions, Bloom Media. Distribuzione (Italia): Notorious Pictures. Titolo Originale: Hostiles. Durata: 127’. Genere: Western. Produzione: Stati Uniti d’America, 2017. Lingua Originale: Inglese, Indiana. Interpreti: Christian Bale (capitano Joseph J. Blocker), Rosamund Pike (Rosalie Quaid), Wes Studi (Falco Giallo), Ben Foster (serg. Charles Wills), Stephen Lang (col. Abraham Biggs), Rory Cochrane (serg. Magg. Thomas Metz), Jesse Plemons (tenente Rudy Kidder), Thimothée Chalamet (Philippe Dejardin), Jonathan Majors (caporale Henry Woodson), Adam Beach (Falco Nero), Q’orianka Kilcher (Donna Alce), Tanaya Beatty (Donna Vivente), Xavier Horsechief (Piccolo Orso), Paul Anderson (Tommy Thomas), Ryan Bingham (serg. Paul Malloy), Peter Mullan (ten. col. Ross McCowan), Robyn Malcom (Minnie McCowan), Scott Wilson (Cyrus Lounde), Bill Camp (Jeremiah Wilks), John Benjamin Hickey (cap. Royce Tolan), Scott Shepherd (Wesley Quaid), Ava Cooper (Lucy Quaid), Stella Cooper (Sylvie Quaid).
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Gordiano Lupi (Piombino, 1960), Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio, ha collaborato per sette anni con La Stampa di Torino. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz e ha pubblicato numerosissimi volumi su Cuba, sul cinema e su svariati altri argomenti. Ha tradotto Zoé Valdés, Cabrera Infante, Virgilio Piñera e Felix Luis Viera. Qui la lista completa: www.infol.it/lupi. Ha preso parte ad alcune trasmissioni TV come "Cominciamo bene le storie di Corrado Augias", "Uno Mattina" di Luca Giurato, "Odeon TV" (trasmissione sui serial killer italiani), "La Commedia all’italiana" su Rete Quattro, "Speciale TG1" di Monica Maggioni (tema Cuba), "Dove TV" a tema Cuba. È stato ospite di alcune trasmissioni radiofoniche in Italia e Svizzera per i suoi libri e per commenti sulla cultura cubana. Molto attivo nella saggistica cinematografica, ha scritto saggi (tra gli altri) su Fellini, Avati, Joe D’Amato, Lenzi, Brass, Cozzi, Deodato, Di Leo, Mattei, Gloria Guida, Storia del cinema horror italiano e della commedia sexy. Tre volte presentato al Premio Strega per la narrativa: "Calcio e Acciaio - Dimenticare Piombino" (Acar, 2014), anche Premio Giovanni Bovio (Trani, 2017), "Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano" (Historica, 2016), "Sogni e Altiforni – Piombino Trani senza ritorno" (Acar, 2019).

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