Denti da squalo

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Primo film di Davide Gentile, realizzato nove anni dopo che la sceneggiatura – scritta da Valerio Cili e Gianluca Leoncini – si è aggiudicata il Premio Solinas (2014). Un debutto interessante, una pellicola girata tra Fiumicino e Ostia debitrice, a livello di ispirazione e di linguaggio, del cinema di Pasolini e di Sergio Citti. Siamo dalle parti della fiaba nera, tra realismo e fantastico, nel mondo della piccola delinquenza che popola i tristi condomìni della periferia romana.
Protagonisti Walter (Menichelli) e Carlo (Rosci), due ragazzi che s’incontrano in una villa in abbandono nella quale un tempo viveva un boss chiamato Il Corsaro. In quella villa c’è una piscina, in realtà la prigione di uno squalo, fatto portare in quel luogo dal padre di Walter, un ex boss della mafia romana amico del Corsaro, morto in un incidente sul lavoro subito dopo aver cambiato vita. Carlo si finge custode della villa e permette a Walter di frequentarla in cambio di cibo per lo squalo. In seguito i ragazzi diventano amici e finiscono in giri pericolosi gestiti da un piccolo spacciatore locale.

Non anticipiamo altro sulla trama, perché il film è uscito in Prima TV (Rai 4, lunedì 15 dicembre 2025) ed è visibile su Rai Play, ma da un punto di vista tecnico apprezziamo la bravura di Gentile, capace di gestire la suspense e dirigere con sicurezza i due giovani attori. Macchina da presa che si muove con eleganza, alternando soggettiva a primo piano, passando dalla convulsa macchina a mano ad alcuni poetici piani sequenza, senza dimenticare la panoramica in totale. Fotografia del lungomare romano eccellente, tra toni anticati, con albe e tramonti in evidenza (Casalgrandi); montaggio compassato tipico del cinema d’autore (Gallone); colonna sonora sintetica che sottolinea i momenti di suspense (Braga e Mainetti). Scenografie di Ostia e Fiumicino realistiche e poetiche (Marchione e Costantini), che il regista usa per dare un senso al suo stile, molto vicino a certi film di Calligari (Amore tossico, Non essere cattivo) e ai migliori lavori di Citti (Ostia).

La parte fantastica con il ragazzino che parla al padre defunto (Santamaria) come se fosse un fantasma è molto ben fatta, suggestiva e onirica, dà un senso al finale quando il figlio si libera della presenza ingombrante di un padre troppo a lungo mitizzato. Bravi gli attori, oltre ai due ragazzi alle prime armi: Virginia Raffaele è una credibile madre in ansia per la sorte del figlio, mentre Edoardo Pesce e Claudio Santamaria caratterizzano due diverse tipologie di boss criminali.
Mainetti e Occhipinti producono un film che riconcilia con il cinema italiano, quello ancora capace di raccontare ottime storie. Un film da vedere.


Regia: Davide Gentile. Soggetto e Sceneggiatura: Valerio Cilio, Gianluca Leoncini. Fotografia: Ivan Casalgrandi. Montaggio: Tommaso Gallone. Musiche: Michele Braga, Gabriele Mainetti. Scenografia: Luigi Marchione, Sara Costantini. Produttori: Mattia Guerra, Gabriele Mainetti, Andrea Occhipinti, Stefano Massenzi, Claudio Saraceni, Federico Saraceni, Jacopo Saraceni, Gabriele Pacitto. Produttore Esecutivo: Tommaso Arrighi. Case di Produzione: Goon Films, Lucky Red, Ideacinema, Rai Cinema, Prime Video. Distribuzione (Italia): Lucky Red. Lingua Originale: Italiano. Paese di Produzione: Italia, 2023. Genere: Drammatico. Interpreti: Tiziano Menichelli (Walter Di santi), Stefano Rosci (Carlo), Virginia Raffaele (Rita), Edoardo Pesce (Il Corsaro), Caludio Santamaria (Antonio Di Santi).
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Gordiano Lupi (Piombino, 1960), Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio, ha collaborato per sette anni con La Stampa di Torino. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz e ha pubblicato numerosissimi volumi su Cuba, sul cinema e su svariati altri argomenti. Ha tradotto Zoé Valdés, Cabrera Infante, Virgilio Piñera e Felix Luis Viera. Qui la lista completa: www.infol.it/lupi. Ha preso parte ad alcune trasmissioni TV come "Cominciamo bene le storie di Corrado Augias", "Uno Mattina" di Luca Giurato, "Odeon TV" (trasmissione sui serial killer italiani), "La Commedia all’italiana" su Rete Quattro, "Speciale TG1" di Monica Maggioni (tema Cuba), "Dove TV" a tema Cuba. È stato ospite di alcune trasmissioni radiofoniche in Italia e Svizzera per i suoi libri e per commenti sulla cultura cubana. Molto attivo nella saggistica cinematografica, ha scritto saggi (tra gli altri) su Fellini, Avati, Joe D’Amato, Lenzi, Brass, Cozzi, Deodato, Di Leo, Mattei, Gloria Guida, Storia del cinema horror italiano e della commedia sexy. Tre volte presentato al Premio Strega per la narrativa: "Calcio e Acciaio - Dimenticare Piombino" (Acar, 2014), anche Premio Giovanni Bovio (Trani, 2017), "Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano" (Historica, 2016), "Sogni e Altiforni – Piombino Trani senza ritorno" (Acar, 2019).

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