Immagina di avere tra le mani non solo un libro di racconti, ma una sorta di mappa del presente che muta sotto i tuoi piedi. Trasformazioni è questo: un insieme di storie che ci parlano di crisi climatica, certo, ma soprattutto di ciò che accade quando il mondo cambia e noi siamo costretti a cambiare con lui – o a soccombere.
Non è un trattato, né un manuale d’istruzioni per l’Antropocene. È un coro di voci narrative, un’alleanza di scrittrici e scrittori che hanno scelto di raccontare il futuro partendo… da adesso. Perché il cambiamento climatico non è una minaccia remota: è qualcosa che ci respira addosso, che entra nelle case, nei corpi, nei sogni. E la narrativa, forse più di ogni altro strumento, può farci vivere quella pressione, quell’urgenza.
Dentro queste pagine si trovano visioni distopiche e scene quotidiane, paesaggi che bruciano e città che affondano, ma anche gesti minimi, trasformazioni silenziose, possibilità inaspettate. Ogni autore e autrice ha portato un pezzo del proprio mondo, della propria lingua, del proprio sguardo. Il risultato è un’ecologia di racconti che ci obbliga a pensare, a sentire, a interrogarci.
Perché il punto non è solo “che cosa succederà”, ma che cosa possiamo ancora immaginare. E Trasformazioni nasce proprio da questo bisogno: raccontare il cambiamento per non subirlo passivamente, per ritrovare voce e direzione in un tempo che pare aver perso entrambi.
Un’antologia urgente, attuale, necessaria. Non perché offra risposte, ma perché costringe – finalmente – a fare domande.






















