Muriel Spark – Gli anni fulgenti di Miss Brodie

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Scozia, anni Trenta del Novecento: una maestra cerca di plasmare anime e personalità di un gruppo di bambine, sostituendo all’insegnamento accademico una curiosa e pericolosa miscela di chiacchiere da salone di bellezza, stucchevoli poesie e banalità a carattere artistico, indottrinamenti politici, racconti biografici narrati con enfasi da melodramma.

Indimenticabile figura di insegnante anticonvenzionale, Miss Brodie non si pone la meta di aprire le menti delle sue allieve, piuttosto di renderle impermeabili a qualunque altro insegnamento che non sia quello da lei impartito: con abilità e pazienza, riconosce le menti di più adatte e inizia il suo martellante lavoro di convincimento, intenta a costruire la propria leggenda, affidando alle sue prescelte il compito di diffonderla, ampliarla, venerarla.

Questa originale lettura propone una figura di insegnante anticonformista ma molto diversa dalle figure positive cui ci ha abituato un certo tipo di narrativa e di cinema, poiché Miss Brodie è uno dei personaggi negativi più forti dei quali mi sia capitato di leggere: meschina, mitomane, sfoggia una mentalità la cui ristrettezza è pari solo alla vastità del suo ego; le ragazze da lei influenzate, quasi plagiate, finiscono per trovarsi a vivere in base ai suoi desideri, permettendole di godere, anche se per interposta persona, una nuova giovinezza, un nuovo fulgore, quasi le fosse concesso di risucchiare la gioventù e la vita di quelle ragazze, sempre docili, sottomesse e pronte a riferirle ogni particolare delle loro vite di studentesse, per ricevere un giudizio, un consiglio, un’ammonizione.

Consiglio il romanzo ai lettori che apprezzino la costruzione dei personaggi e le ambientazioni ben descritte, nonché a chiunque cerchi una lettura ambientata a scuola.

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