La Panini sfrutta l’onda lunga del film sui Fantastici Quattro e tira fuori dal cilindro una miniserie bellissima, composta di due corposi volumi con tutte le avventure del quartetto da ottobre 2002 a maggio 2005, storie così ben sceneggiate da rivaleggiare con la pellicola cinematografica e – a mio parere – da uscirne vincitrici, dopo un serrato confronto. Panini lancia in contemporanea anche gli ottimi FQ di John Byrne (in 5 volumi), ormai un classico, ma consiglio la lettura di tali storie sulla collana Super Eroi Classic, in edicola da alcuni anni, visto che ha superato il numero 400. Stesso editore, ma il formato di SEC è migliore, valorizza il disegno, soprattutto le splash-page e le sequenze di pura azione, che (visto il tema) non sono poche.
Mark Waid scrive fumetti dal 1982, comincia con il Superman DC e alcune storie di Flash, passa in Marvel per Age of Apocalypse, infine conquista il pubblico alla guida di Capitan America, Daredevil e Fantastic Four. Mike Wieringo sarebbe un disegnatore in parte italiano, perché nativo di Vicenza, anche se da genitori statunitensi. Davvero bravo, dotato di uno stile capace di coniugare il classico e il moderno, si occupa di Doc Savage (1991), per la DC disegna Justice League (1992) e The Flash (curato assieme a Waid), in Marvel si fa notare con Spider-Man, Fantastic Four e Tellos. Purtroppo muore nel 2007, in maniera prematura, quando ancora la sua arte potrebbe dare molto al mondo dei comics.
I Fantastici Quattro di Waid, da un punto di vista narrativo, sono qualcosa di insolito, prima di tutto perché scritti da un autore che non ama molto la serie, obbligato a studiare il passato prima di cambiare le carte in tavola e rendere il contesto più interessante e appetitoso. Ma ci riesce alla grande, con l’aiuto di un disegnatore ottimo per le scene grandiose ma anche per i particolari della vita quotidiana.
Waid si prende il compito (non facile) di rendere simpatico Reed Richards, il suo personaggio preferito, anche se (tra i Marvel Fan) non è il personaggio preferito di nessuno. Per lui una mente eccelsa come Richards dev’essere valorizzata al meglio, scoprendo le sue debolezze, il suo lato umano, i suoi difetti, senza dimenticare la scherzosa rivalità tra Johnny Storm e Ben Grimm, collocando bene Susan Storm, oltre che nell’azione, anche nei compiti di moglie e madre. Johnny Storm viene responsabilizzato come impiegato direttivo dell’azienda che cura l’immagine dei F4, anche se compie inevitabili errori, la sorella cerca di farlo crescere e di fargli superare la sindrome da eterno Peter Pan.
Nel ciclo di Waid e Wieringo ritroviamo un Dottor Destino in forma spettacolare, addirittura nei panni di uno stregone dai poteri assoluti che stringe un patto con le potenze degli inferi pur di sconfiggere gli acerrimi rivali. In una storia assistiamo persino a un viaggio dei F4 nell’aldilà per recuperare Ben Grimm, dove scoprono che Dio è un disegnatore di fumetti. Una trama simile porta al centro dell’azione il Dottor Strange, signore delle arti mistiche, in versione moderna. Reed finisce sfigurato, un’orribile cicatrice segna il suo volto come se sconfiggendo Destino avesse in dote dal nemico la stimmate del viso deturpato.
Le storie ci portano a conoscere un Reed Richards con deliri di onnipotenza che si arroga il compito di prendere possesso di Latveria al posto delle Nazioni Unite per scongiurare un’invasione ungherese. Tutto questo provoca problemi di credibilità ai F4, che attraversano un periodo in cui vengono visti con sospetto dai cittadini statunitensi e pure l’autorità (Nick Fury compreso) si fida poco di loro.
I F4 di Waid e Wieringo, pur non trascurando le storie avventurose e i viaggi cosmici (immancabile Galactus nel finale), hanno il merito di approfondire il lato umano dei singoli componenti del gruppo e la loro psicologia. Tratto distintivo, se si vuole, di ogni fumetto Marvel, il motivo per cui a distanza di oltre sessant’anni questi personaggi ci piacciono ancora.
I volumi sono arricchiti dalle chine di Karl Kesel (in alcune storie collabora alla scrittura), Mark Buckingham (collabora ai disegni), Danny Miki, Allen Martinez, Lary Stucker, Casey Jones (collabora ai disegni), Norm Rapmund, Juan Vlasco. Disegni anche di Howard Porter, Paul Martin Smith e Paco Medina. Colori vivaci, tendenti al giallo, di Paul Mounts e Matt Milla. Non dimentichiamo la buona traduzione di Andrea Plazzi, che rende comprensibile il testo al lettore italiano.
Non perdete questa miniserie, è un piccolo gioiello narrativo che non conoscevo e ho amato particolarmente alla prima lettura. I volumi Panini chiamati Marvel Masterseries sono un’ottima idea editoriale, perché il medio formato tutto sommato consente di apprezzare disegni e storie e il prezzo al pubblico (11,90) è contenuto, vista la foliazione corposa e le pagine a colori.