Una serie di incendi dolosi colpisce Bologna durante un’estate particolarmente calda mentre una morte anomala, con possibili legami a pratiche sciamaniche, apre un’indagine complessa. L’ispettore Basilica segue una pista che conduce ai locali latino-americani della provincia e a Elisa Guerra, detta la Guerrera: rider, capoerista e studentessa di criminologia. Coinvolta nelle indagini, la Guerrera si muove tra ambienti notturni, relazioni ambigue e figure sospette, mentre un nuovo delitto si prepara nell’ombra.
Fuego si inserisce nel territorio del giallo contemporaneo mescolando registri e ambienti che raramente convivono in modo così esplicito: l’indagine poliziesca, la dimensione urbana precaria e un immaginario legato a ritualità e culture altre.
La struttura narrativa si fonda su due linee principali: da una parte, l’inchiesta sugli incendi e sulla morte sospetta, che richiama un impianto classico – raccolta di indizi, spostamenti negli ambienti, costruzione progressiva di un quadro interpretativo; dall’altra, il percorso della Guerrera, che non coincide con quello dell’investigatore tradizionale e introduce una prospettiva laterale, più esposta e meno controllata, ma proprio per questo più intrigante. Elisa Guerra non è una figura professionale, ma entra nel caso per contiguità e per attrazione. La sua posizione – precaria sul piano lavorativo e instabile su quello personale – determina anche il modo in cui si avvicina ai fatti: senza distanza, spesso senza protezione. Questo elemento incide direttamente sul ritmo del romanzo, che alterna momenti di osservazione più ordinata a passaggi in cui prevale l’immersione nel contesto degli ambienti notturni latino-americani, che non fanno soltanto da sfondo, ma sono uno spazio di relazioni e di possibilità narrative. Qui si concentrano personaggi che sfuggono a una classificazione univoca e che contribuiscono a rendere meno lineare il confine tra vittime, testimoni e possibili responsabili. Anzi, la componente culturale – tra musica, danza e riferimenti a pratiche rituali – s’intreccia con la costruzione del mistero, senza essere ridotta a semplice elemento esotico. Il romanzo lavora quindi su una tensione continua tra ordine investigativo e dispersione: ogni pista apre a più direzioni, ogni ambiente introduce nuovi livelli di ambiguità. In questo equilibrio instabile si sviluppa una narrazione che mantiene il quadro del giallo, ma lo espone a contaminazioni e deviazioni, affidando una parte significativa della propria forza alla voce e allo sguardo della protagonista.
Una lettura che merita attenzione perché non si limita a risolvere un enigma, ma ci mette nella posizione, meno comoda e più interessante, di dover continuamente rinegoziare ciò che stiamo leggendo, tra indagine e coinvolgimento diretto.


















