Lev Tolstoj – La morte di Ivan Il’ic

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Nel romanzo La morte di Ivan Il’ič, pubblicato per la prima volta nel 1886, la storia ruota attorno a un giudice quarantacinquenne che affronta una malattia incurabile. Mentre il dolore cresce, Ivan riflette sulla sua vita e si rende conto di aver condotto un’esistenza artificiale, dominata da interessi borghesi via via sempre più convenzionali, fino a non sapersi più riconoscere se non nella posizione sociale raggiuntas. L’unico conforto gli viene dal servo Gerasim, che lo assiste disinteressatamente e che  non teme la morte. Alla fine, Ivan trova nell’inevitabilità della fine una spiegazione dell’enigma esistenziale.

Racconto introspettivo, La morte di Ivan Il’ič esplora i temi della vita, della morte e della condizione umana. Tolstoj dipinge con maestria la superficialità della società borghese e la ricerca di significato in un mondo dominato dall’ipocrisia. La prosa, nitida e coinvolgente, propone una visione profonda della mortalità (e della moralità) umana componendo un’opera letteraria di grande spessore filosofico e psicologico, che sa esplorare con suggestiva efficacia le ansie e le paure umane in modo diretto e penetrante.
Acuta è la critica sociale nei confronti di quanto vi è di superficiale e falso nella società borghese, laddove quella russa del XIX secolo non è meno corrotta di quella di oggi. Attraverso la vita di Ivan Ilyich, Tolstol mette in evidenza il materialismo e l’ipocrisia di un’intera classe, così fatidici nella disumanizzazione dell’individuo.

La capacità di Tolstoj di raccontare una storia complessa con una prosa limpida e accessibile contribuisce a suscitare in noi lettori una forte risposta emotiva. La sofferenza del protagonista è così vivida e realistica che non è difficile commuoversi e ritrovare in parte noi stessi.
Un romanzo che tocca l’anima e non lascia indifferenti.

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Heiko H. Caimi, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, abrigliasciolta e altri. Ha insegnato presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse altre scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci. È tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento. Ha collaborato con il notiziario “InPrimis” con la rubrica “Pagine in un minuto” e con il blog della scrittrice Barbara Garlaschelli “Sdiario”. Ha pubblicato il romanzo “I predestinati” (Prospero, 2019) e ha curato le antologie di racconti “Oltre il confine. Storie di migrazione” (Prospero, 2019), “Anch'io. Storie di donne al limite” (Prospero, 2021), “Ci sedemmo dalla parte del torto” (con Viviana E. Gabrini, Prospero, 2022), “Niente per cui uccidere” (con Viviana E. Gabrini, Calibano, 2024) e “Trasformazioni. Storie dal pianeta che cambia” (con Giovanni Peli, Calibano, 2025). Svariati suoi racconti sono presenti in antologie, riviste e nel web.

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