Gabriel García Márquez – Dell’amore e di altri demoni

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Dell’amore e di altri demoni è un romanzo breve che mescola storia, mito e magia per affrontare temi universali come l’amore proibito, la superstizione e il bieco potere della Chiesa. Ambientato nel XVIII secolo in uno sperduto avamposto dell’America Latina coloniale, è ispirato a una leggenda che Gabriel García Márquez udì da bambino e che poi riprese durante la scoperta casuale di una cripta con i resti di una giovane ragazza dai capelli lunghissimi.
La protagonista, Sierva María, è una ragazza di dodici anni che viene morsa da un cane rabbioso e che, da quel momento, è vista da chiunque con sospetto. Mentre la sua famiglia e la Chiesa si interrogano sulla natura della sua malattia, la fede, la superstizione e il razionalismo entrano in conflitto. Il romanzo dipinge una società dominata da paure e credenze popolari, al punto che la ragazza viene rinchiusa in un convento affinché le venga inflitto un esorcismo. Isolata, e vittima dell’ignoranza e della paura verso il diverso, verrà sempre più vessata a causa della presunta possessione demoniaca di cui sarebbe preda e che lei non fa niente per sfatare.

Un aspetto cruciale del romanzo è il legame tra Sierva María e Cayetano Delaura, un prete incaricato di indagare sulla sua possessione e che finisce per innamorarsene perdutamente. La loro storia d’amore è complessa e tormentata, tanto intensa quanto impossibile. Attraverso questo rapporto, Márquez mette in scena l’attrazione magnetica tra sacro e profano, così come la lotta contro i dogmi sociali e religiosi. L’amore diventa un “demone” che possiede anche Delaura, mettendolo in contrasto con la sua vocazione e spingendolo oltre i confini del consentito, attirandosi a sua volta una condanna.

In Dell’amore e di altri demoni, Márquez riesce a mettere in evidenza i liniti e difetti della società coloniale e ci mostra gli effetti più deleteri e disumani della Chiesa e della repressione che esercita, ma al contempo mantiene un’aura di magia e mistero tipica del realismo magico. Non dà però risposte definitive, ma lascia aperti i temi dell’amore, del destino e della libertà individuale. Il risultato è una storia poetica e potente, nella quale l’amore e i demoni interiori si sfidano e si intrecciano in modo indissolubile.

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Heiko H. Caimi, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, abrigliasciolta e altri. Ha insegnato presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse altre scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci. È tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento. Ha collaborato con il notiziario “InPrimis” con la rubrica “Pagine in un minuto” e con il blog della scrittrice Barbara Garlaschelli “Sdiario”. Ha pubblicato il romanzo “I predestinati” (Prospero, 2019) e ha curato le antologie di racconti “Oltre il confine. Storie di migrazione” (Prospero, 2019), “Anch'io. Storie di donne al limite” (Prospero, 2021), “Ci sedemmo dalla parte del torto” (con Viviana E. Gabrini, Prospero, 2022), “Niente per cui uccidere” (con Viviana E. Gabrini, Calibano, 2024) e “Trasformazioni. Storie dal pianeta che cambia” (con Giovanni Peli, Calibano, 2025) e "Niente da salvare" (con Fiorenzo Dioni, Calibano, 2026). Svariati suoi racconti sono presenti in antologie, riviste e nel web.

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