Fëdor Michàjlovič Dostoevskij – Il villaggio di Stepànčikovo e i suoi abitanti

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Il villaggio di Stepànčikovo e i suoi abitanti è uno dei romanzi meno noti ma più riusciti di Fëdor Dostoevskij. Uscito nel 1859, è la prima opera pubblicata dopo l’esilio in Siberia, e si distingue per il suo tono umoristico, qualità insolita nelle opere dello scrittore moscovita.

La trama ruota attorno al protagonista Sergèj Aleksandrovič, voce narrante della storia, che viene invitato nella residenza di suo zio Egòr Il’ìč, colonnello e possidente di Stepančikovo. Qui Sergèj conosce Fomà Fomìč Opiskin, un parassita che vive sulle spalle del colonnello al pari di sua madre, la capricciosa generalessa. Fomà Fomìč si spaccia per erudito e sapiente e riesce a soggiogare completamente lo zio di Sergèj, l’anziana Generalessa, le altre mantenute che la circondano e persino la servitù della casa. La situazione precipita quando Egòr Il’ìč, vedovo e innamorato della giovane domestica Nàsten’ka, trova il coraggio di ribellarsi all’ingerenza di Fomà Fomìč. Quest’ultimo vorrebbe farlo sposare in seconde nozze con una donna apparentemente folle, Tat’jana Ivànovna, poiché questa dispone di un ricco patrimonio. Ma davanti agli altri Fomà mostra un assoluto quanto falso disinteresse per i beni materiali, e si impone come autorità morale grazie al suo potere oratorio. Teme però Sergèj e chiunque sia realmente colto, perché potrebbe smascherarlo. Ma anche a questo trova astuto rimedio, come constaterà chiunque decida di leggere quest’opera tutt’altro che minore del grande scrittore russo.

Il villaggio di Stepànčikovo e i suoi abitanti, concepito inizialmente come commedia teatrale, ne mantiene l’impianto e si distingue all’interno del corpus delle opere di Fëdor Dostoevskij per la sua originalità e per il tono umoristico. L’autore, noto per i suoi profondi romanzi psicologici, qui offre una prospettiva insolita e leggera. I personaggi sono caratterizzati con grande vividezza, e le situazioni si rivelano sorprendenti grazie a una serie di ben calibrati colpi di sena.

Un libro memorabile, con un antagonista talmente subdolo e odioso da risultare indimenticabile.

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Heiko H. Caimi, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, abrigliasciolta e altri. Ha insegnato presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse altre scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci. È tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento. Ha collaborato con il notiziario “InPrimis” con la rubrica “Pagine in un minuto” e con il blog della scrittrice Barbara Garlaschelli “Sdiario”. Ha pubblicato il romanzo “I predestinati” (Prospero, 2019) e ha curato le antologie di racconti “Oltre il confine. Storie di migrazione” (Prospero, 2019), “Anch'io. Storie di donne al limite” (Prospero, 2021), “Ci sedemmo dalla parte del torto” (con Viviana E. Gabrini, Prospero, 2022), “Niente per cui uccidere” (con Viviana E. Gabrini, Calibano, 2024) e “Trasformazioni. Storie dal pianeta che cambia” (con Giovanni Peli, Calibano, 2025). Svariati suoi racconti sono presenti in antologie, riviste e nel web.

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