Elisa Audino – Necrologia di una chat

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Sembra freddo fuori / e pale rosse di elicottero / traffici cose / luci d’ombre in corridoio / la iniziamo insieme / la giornata, ti va? / E quando ti alzerai dal letto / io ti sistemerò il cuscino, / ti sistemerò il cuscino.

Elisa Audino – poetessa cuneese -comincia dalla copertina la sua silloge poetica, una sorta di racconto lirico per accompagnare la malattia del padre fino agli ultimi giorni di vita. “Mio padre è stato malato per quasi metà della mia vita”, scrive, lamentando la lunghezza del declino cognitivo provocato da una demenza vascolare precoce che colpisce un sistema nervoso fragile e una personalità forte. “Vent’anni di malattia sono troppi”, continua, affermando che il padre avrebbe scelto la morte, se soltanto avesse potuto, ma in questi casi qualcuno al nostro posto decide un destino di sofferenza.

Necrologia di una chat è una raccolta di poesie sulla morte del padre a distanza, il racconto di un sistema nervoso che cade a pezzi, una storia personale di lavoro come tornitore all’Italcementi, tra polveri, cemento e metallo. Polveri che uccidono, anche a Borgo San Dalmazzo, polveri che garantiscono uno stipendio, le colonie per i figli, un disgustoso paternalismo aziendale che conduce alla morte, nel silenzio generale, perché quel che conta sono il profitto e il posto di lavoro. Necrologia di una chat è un interessante esperimento di poesia-racconto, lirico anche quando è scritto in prosa, dolente e affranto, dal tono mesto ma non rassegnato, come un’accorata supplica polemica al capezzale del dolore.

Tra le poesie più intense Condominio Italcementi (After R.) – ma tutte fanno parte di una stessa storia, come in un concept-album del passato – che racconta le piccole esistenze degli abitanti di un palazzone popolare, tra dolori e amori, il sogno d’una vacanza a Bordighera, le lumache nell’orto sociale, le corse per le scale bussando alle porte, la musica dei Pink Floyd, i pidocchi e lo shampoo preventivo alle mele, soprattutto l’assenza di lotta per conquistare un futuro.

Organizzare un funerale / in anticipo / Cercare la foto del mare / Tenergli la mano / Scorrere le notizie / Andare su facebook / Rispondere agli amici / Comprare due regali / La prossima settimana / sarà morto.

Mentre la poetessa redige una sorta di Autorizzazione preventiva alle spese urgenti, mentre la vita scorre lenta nel monotono quotidiano, la vita abbandona il corpo del padre. Attendere la morte come un sollievo e chiedere al tempo stesso alla persona amata di non morire: questo resta troppo spesso da fare, mentre il nostro cuore è lacerato dal rimpianto per le troppe occasioni perdute (in questo caso di capire).
Necrologia di una chat è un libro potente costruito su parole accorate, scritto con stile unico, in cui sostantivi e aggettivi diventano metafora del dolore. Consigliato per chi cerca nella vera poesia il senso profondo della vita.
Bella l’edizione tipografica, in stile plaquette; il contenuto dal grande valore artistico giustifica un prezzo non così economico.

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Gordiano Lupi (Piombino, 1960), Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio, ha collaborato per sette anni con La Stampa di Torino. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz e ha pubblicato numerosissimi volumi su Cuba, sul cinema e su svariati altri argomenti. Ha tradotto Zoé Valdés, Cabrera Infante, Virgilio Piñera e Felix Luis Viera. Qui la lista completa: www.infol.it/lupi. Ha preso parte ad alcune trasmissioni TV come "Cominciamo bene le storie di Corrado Augias", "Uno Mattina" di Luca Giurato, "Odeon TV" (trasmissione sui serial killer italiani), "La Commedia all’italiana" su Rete Quattro, "Speciale TG1" di Monica Maggioni (tema Cuba), "Dove TV" a tema Cuba. È stato ospite di alcune trasmissioni radiofoniche in Italia e Svizzera per i suoi libri e per commenti sulla cultura cubana. Molto attivo nella saggistica cinematografica, ha scritto saggi (tra gli altri) su Fellini, Avati, Joe D’Amato, Lenzi, Brass, Cozzi, Deodato, Di Leo, Mattei, Gloria Guida, Storia del cinema horror italiano e della commedia sexy. Tre volte presentato al Premio Strega per la narrativa: "Calcio e Acciaio - Dimenticare Piombino" (Acar, 2014), anche Premio Giovanni Bovio (Trani, 2017), "Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano" (Historica, 2016), "Sogni e Altiforni – Piombino Trani senza ritorno" (Acar, 2019).

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