Ci sono storie che lasciano un segno indelebile non solo per la loro capacità narrativa, ma anche per l’impatto visivo audace che esercitano sul lettore. Il volume La Rabbia della Pantera Nera racchiude una straordinaria saga scritta da Don McGregor e splendidamente illustrata (per la maggior parte) da Billy Graham, e rappresenta un evento fondamentale nel mondo dei fumetti d’oltreoceano. Un lavoro che, anche dopo molti anni, conserva intatta tutta la sua forza narrativa e il suo strabiliante dinamismo artistico.
La storia è semplice: T’Challa alias Pantera Nera, re di Wakanda, si scontra con il malvagio Erik Killmonger, un wakandiano che, per sete di vendetta, organizza una rivolta che minaccia di scuotere il regno dalle fondamenta. Scontri all’ultimo sangue si alternano a momenti di riflessione profonda mentre T’Challa combatte non solo per il proprio regno, ma anche per la stessa anima di Wakanda. Questo lo mette di fronte a una serie di nemici senza pietà, come i temibili Malice e Venom, in una serie di battaglie che lo costringe a riflettere sul peso della leadership e sul sacrificio che essa può comportare.
Don McGregor, con il suo stile lirico, porta T’Challa oltre la classica figura del supereroe, trasformandolo in un monarca combattente, un uomo diviso tra dovere e passione, all’interno di un Wakanda che emerge con rara vividezza. I dialoghi sono ricchi, abbondanti di descrizioni e di introspezioni, e regalano a ogni personaggio una voce singolare. Eppure, l’abbondanza testuale non soffoca mai il ritmo, anzi lo amplifica, fondendosi in perfetto equilibrio con le immagini. Maestria che McGregor confermerà anni dopo con La Ricerca della Pantera, in cui, avvalendosi del tratto dinamico di Gene Colan, approfondirà ancora di più il lato umano di T’Challa. Ma è proprio in La Rabbia della Pantera Nera che il suo talento si sposa con un comparto visivo senza precedenti.
Billy Graham non si limita a disegnare, ma scolpisce le tavole con una regia cinematografica che ancora oggi lascia senza fiato. Le sue pagine non sono semplici sequenze di vignette, ma veri e propri flussi visivi, in cui le forme si sovrappongono, gli angoli si spezzano e la narrazione sembra pulsare con un’energia selvaggia. Raramente si era vista una gestione così spericolata e innovativa dello spazio fumettistico: le figure escono dai riquadri, le prospettive si distorcono per amplificare l’impatto emotivo delle scene, rendendo ogni combattimento un balletto violento e armonioso.
Graham porta il fumetto a nuove vette espressive, sfruttando al massimo le potenzialità del medium. I suoi dettagliati sfondi africani, i giochi di ombre e luci e la dinamicità delle pose conferiscono una potenza epica al racconto, facendo di ogni tavola una tela vibrante di tensione e bellezza.
(Non si comprende per quale motivo, quindi, la copertina del volume sia stata affidata al pur bravo Gil Kane, il cui stile è lontano anni luce da quello di Graham).
La Rabbia della Pantera Nera non è solo una storia d’azione: è una rivoluzione nel modo di concepire il fumetto supereroistico. Lo spessore della sceneggiatura di McGregor, unita alla spettacolare energia artistica di Graham, ha reso questa saga un punto di riferimento per generazioni di autori e lettori. E ancora oggi, sfogliando queste pagine, ci si sente immersi in un’esperienza sensoriale e narrativa totale, in cui ogni parola e ogni segno sulla carta raccontano qualcosa di più grande del solito, scontato scontro tra bene e male.
È la rabbia della Pantera, uno dei primi supereroi neri, sono la sua voce e il suo respiro. Ed è ancora qui, pronta a ruggire.


















