Il quindicenne Michael vive la sua prima storia d’amore con una donna più anziana; dopo i primi mesi di passione, i due si separano e si perdono di vista. Diciotto anni dopo Michael, ormai avvocato, ritrova la donna in un’aula di tribunale…
Si conosce davvero chi si ama? Si può amare ancora, dopo aver conosciuto? Questi sono i perni sui quali ruota la prima parte di questo splendido e avvincente romanzo che, attraverso la storia d’amore di Michael e Hanna, rilegge alcune delle pagine più nere della storia recente della Germania e non esita a mettere in evidenza l’atteggiamento passivo delle generazioni successive al Secondo Conflitto Mondiale, che vivono quel passato in modo superficiale, trasformandolo in una serie di cliché dai quali rimanere a distanza di sicurezza, senza che un reale percorso di presa di coscienza possa maturare una nuova consapevolezza.
Il romanzo non è solo un atto di accusa nei confronti di eventi tristemente noti: è anche un fantastico elogio della lettura, interpretata come salvezza, e, in un’epoca come la nostra nella quale l’ignoranza è ostentata con orgoglio, suggerisce che la mancanza di cultura sia il vero crimine, e un’onta vergognosa da espiare.
Romanzo dallo stile asciutto, che mette l’accento sulla maturazione sentimentale di Michael lasciando, volutamente, nell’ombra Hanna, che rimane un personaggio misterioso e ineffabile. A Voce Alta è una lettura avvincente e coinvolgente, che parte da un contesto preciso ma ci porta a esplorare molti aspetti della storia e dell’animo umano.






















