Alberto Gaino – Il manicomio dei bambini

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Otto storie di istituzionalizzazione, otto agghiaccianti testimonianze di bambini rinchiusi in manicomio tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta, spesso non reali malati mentali ma solo vittime di povertà, ignoranza, disperazione: Alberto Gaino ripercorre le loro vicende e traccia una storia più ampia delle istituzioni ospedaliere specializzate nella cura ai malati psichiatrici, molte delle quali gestite come veri lager nell’indifferenza generale, mostrando i progressi che ha fatto il concetto di assistenza psichiatrica ma anche quanto ci sia ancora da fare, alla luce di fatti di cronaca molto più recenti.

Il tema dei bambini in manicomio è senza dubbio crudo e sarebbe stato facile trasformarlo in un racconto di orrore e violenza, ma Gaino riesce, proprio inserendo le vicende narrate in un panorama storico ampio e documentato, a gestire la materia in modo ottimale, inducendoci sdegno e commozione: emozioni che rendono questa lettura una grande esperienza.

Il saggio ripercorre tutte le tappe della storia dell’istituzione manicomiale infantile in Italia, dal secondo Dopoguerra agli inizi del XXI secolo, dalle allucinanti metodologie del Professor Coda (sadico primario di Villa Azzurra a Collegno, detto l’Elettricista per la sua dedizione alla pratica dell’elettroshock e condannato per abuso di mezzi di correzione – ma che non ebbe problemi a riprendere poi l’attività di medico di famiglia fino alla pensione) alla rigida severità delle suore di Aguscello, che le leggende metropolitane hanno reso ancora più sinistra. Ma anche attraverso gli eroici sforzi dei primi medici seguaci di Basaglia che a quel sistema ospedaliero provarono a ribellarsi, prima denunciandolo e facendolo conoscere a un’Italia che fino al 1970 aveva preferito non sapere, poi iniziando un cammino di recupero, cura e riabilitazione ancora in corso, se si pensa che alcuni pazienti languono tuttora nelle fatiscenti strutture del vecchi manicomi.

Con una scrittura incisiva e controllata, Alberto Gaino racconta pagine poco note della storia d’Italia, pagine ancora oggi difficili da interpretare, se si considera quanto la nostra cronaca nera più recente sia ancora piena di storie di malati abbandonati da famiglie non in grado di gestire le loro problematiche e di istituzioni senza risorse o competenze specifiche che si limitano a esercitare una mera funzione di custodia, affidando la cura dei pazienti a personale non qualificato. Non sarà difficile, per il lettore attento, fare parallelismi con le situazioni descritte nel libro.

Accurato e documentato, Il Manicomio dei bambini è un libro di travolgente impatto emotivo, ma letture come questa sono necessarie: chiediamoci, ogni tanto, cosa c’è dietro un gesto, un volto, una parola.

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