Agatha Christie – Istantanea di un delitto

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Ci sono romanzi che si leggono per il gusto dell’intreccio, altri per la bellezza della scrittura, altri ancora per farsi semplicemente sorprendere. E poi ci sono quelli di Agatha Christie, che riescono a fare tutte queste cose insieme – e che, pur conoscendone magari già il finale, ci spingono comunque a rileggerli, come si torna nei luoghi dell’infanzia o nei sogni ricorrenti.
Istantanea di un delitto (titolo originale: 4.50 from Paddington) è una di quelle storie, perfette nella loro costruzione, dove tutto sembra semplice e invece niente lo è. Il meccanismo è quello classico della Christie: un evento apparentemente inspiegabile, un’investigatrice ostinata (in questo caso la meravigliosa Miss Marple), una galleria di personaggi scolpiti con poche, geniali pennellate, e un finale che rimette tutto in ordine, ma che lascia comunque un’affascinante scia di ambiguità.

La trama prende il via con un momento fulminante: una donna, a bordo di un treno, guarda fuori dal finestrino e vede, su un treno che corre in direzione opposta, un uomo che strangola una donna. Nessun corpo viene ritrovato, nessuno denuncia nulla, eppure quella testimone, amica di Miss Marple, è sicura di ciò che ha visto. Il delitto è lì, sospeso in un istante — un’istantanea, appunto — e da lì in poi tutto si mette in moto. Ma non nella frenesia di un action moderno: qui si indaga con il pensiero, l’intuizione, l’osservazione dei  minimi dettagli, quelli che agli altri sfuggono.
È proprio questo che rende grande Agatha Christie: la sua capacità di trasformare il quotidiano in enigma, il banale in indizio, il gesto più innocuo in prova schiacciante. Istantanea di un delitto è un tributo alla logica e all’occhio femminile, silenzioso ma affilato. Miss Marple non è un’investigatrice per professione, ma per natura: osserva, ascolta, collega. E, mentre tutti si perdono in ipotesi e distrazioni, lei, con la pazienza di chi sa che la verità è nascosta nei margini, tesse la sua tela.

Questo romanzo è anche un piccolo studio sociale travestito da giallo: la grande casa inglese con le sue gerarchie, i servitori, le convenzioni; i giovani inquieti e gli adulti impantanati; l’ombra della guerra che ha lasciato segni visibili e invisibili. Ma tutto è dosato con la misura tipica della Christie: mai retorica, mai compiaciuta. Solo terribilmente precisa.

Leggere Istantanea di un delitto oggi, in un mondo che corre molto più veloce dei treni di Miss Marple, è anche un invito a rallentare. A osservare meglio. A fidarsi dell’intuito. Perché, come insegna la grande Agatha, il delitto è spesso sotto gli occhi di tutti. Basta saper guardare.
Buona lettura. E occhio al prossimo finestrino.

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Heiko H. Caimi, classe 1968, è scrittore, sceneggiatore, poeta e docente di scrittura narrativa. Ha collaborato come autore con gli editori Mondadori, Tranchida, abrigliasciolta e altri. Ha insegnato presso la libreria Egea dell’Università Bocconi di Milano e diverse altre scuole, biblioteche e associazioni in Italia e in Svizzera. Dal 2013 è direttore editoriale della rivista di letterature Inkroci. È tra i fondatori e gli organizzatori della rassegna letteraria itinerante Libri in Movimento. Ha collaborato con il notiziario “InPrimis” con la rubrica “Pagine in un minuto” e con il blog della scrittrice Barbara Garlaschelli “Sdiario”. Ha pubblicato il romanzo “I predestinati” (Prospero, 2019) e ha curato le antologie di racconti “Oltre il confine. Storie di migrazione” (Prospero, 2019), “Anch'io. Storie di donne al limite” (Prospero, 2021), “Ci sedemmo dalla parte del torto” (con Viviana E. Gabrini, Prospero, 2022), “Niente per cui uccidere” (con Viviana E. Gabrini, Calibano, 2024) e “Trasformazioni. Storie dal pianeta che cambia” (con Giovanni Peli, Calibano, 2025). Svariati suoi racconti sono presenti in antologie, riviste e nel web.

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