Afric McGlinchey – Da Cape Town a Strand, terza classe

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Fisso le scarpe:
consumate, macchiate di pittura, alcune mostruose,
alcune sfondate, come bocche,
da tempo cadute nel silenzio.
Ma le mani parlano, e i corpi, improvvise con gesti protesi,
Accompagnano la risata.

Una ragazza legge un libro.
Sbircio il titolo – Ricongiungimento – il testo in inglese.
Mi dice che è difficile continuare a leggere;
Non per la lingua ma per il dolore della storia.
Siamo bianchi e neri in uno scompartimento per gente di colore,
esuberanti, fra spintoni, fra suoni di schiocco e gutturali.
Le offro una gomma; mi dice che devo cambiar treno.

Ci sono ipod e borse annidate in grembo,
Un accento britannico informa i viaggiatori
Dei cambi, degli arrivi.
Potremmo essere a Londra, New York o Pechino.

Nel treno successivo, attendo; nessun conforto dalla voce fuoricampo,
La luce del giorno gettata via rapidamente come bicchieri di carta nella pattumiera.
Adesso siamo al buio, sono sola con un uomo e la mia batteria è esaurita.
Si toglie gli auricolari, offre il suo telefono.
All’arrivo, cammina insieme a me, lentamente,
dicendo ‘lei di solito non viaggia in treno.’
Vengo abbandonata lì dolente – non molestata, non derubata, e ritrovata.

Traduzione di Silvia Accorrà

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Afric McGlinchey
La raccolta di poesie di Afric McGlinchey, The lucky star of hidden things (La buona stella delle cose nascoste), pubblicata da Salmon nel 2012, è alla sua terza ristampa. Ha vinto il premio Hennessy Emerging Poetry Award nel 2011 e il Northern Liberties Poetry Prize (USA) nel 2012. Nel 2012 inoltre è stata molto elogiata e si è qualificata tra gli altri nei concorsi di poesia Magma e Bridport (UK). Le sue opere sono state tradotte in irlandese, spagnolo e italiano. Afric svolge come freelance attività di editing, critica e organizzatrice di workshop.