Elaine Feeney – A Montmartre con Degas

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Chi possiede questi fianchi                questi terribili occhi tondi super truccati
e labbra abbandonate che sembrano meduse rosa sulle rocce questo mono a duro strato unico
non fa nulla per il mio doppio mento,                                                                ma lo sai già

Io non sono una ballerina i miei deliri una perdita di fusione/di amore       Io sempre  sulla parola
ma quel pelo mendace e culo ondeggiante è troppo assurdo                                     caccialo
in pantaloni stretti                                 Osservo però, come un sole citrino mi fa sorridere

e io vengo dolcemente a mezzanotte             di tanto in tanto col Beaujolais
e le mani dure di qualcuno che rollano                           le mie piccole  secche foglie di tabacco
foglie di un colore giallastro che macchiano i denti               le tue dita le spezzano-arrotolano

come quando ero molto più giovane e potevo girare su di me come una ballerina
ma non credi mai a quella storia,                                                     anche se ti ho detto mille volte
come questo pesce azzurro puzzolente sul piatto di smalto bianco e blu sta marcendo sotto il sole

oltre le porte del Louvre mi sdraio nuda sulle pellicce e strati di cera
fetenti di afrore e d’uomo e morti e uccelli e che ciò che
è passato e verrà è solo il rapido                                               accorciarsi dei respiri

e più certo della mia ultima fuga da che io sono rimasta sulla tela                        traballante e piena
e intera                 Continuo a pensare che dovrei uscire                                    o tornare indietro

Traduzione di Silvia Accorrà

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Elaine Feeney
Elaine Feeney è, soprattutto, una femminista. La sua poesia esamina l'esperienza di essere donna in una società patriarcale, in particolare nell’Irlanda rurale, dove la Chiesa cattolica esercita ancora una potente influenza. La sua opera è connotata da una forte nota satirica. Fionnula Flanagan l'ha definita “una dei poeti più provocatori emersi in Irlanda negli ultimi dieci anni.”